L’accordo condiviso su quale sia la versione valida del registro: quali transazioni sono avvenute, in che ordine, e quindi chi possiede cosa.
In un sistema centralizzato questo accordo lo detta un’autorità: è la banca a stabilire qual è il tuo saldo. In Bitcoin quell’autorità non c’è, quindi migliaia di partecipanti devono arrivare da soli alla stessa identica copia della storia, senza doversi fidare l’uno dell’altro. Il consenso è ciò che tiene tutte queste copie allineate.
Ci si arriva combinando due cose. Le regole di consenso: ogni nodo verifica in autonomia che ogni transazione e ogni blocco siano validi — niente doppie spese, firme corrette, il limite di emissione e la ricompensa giusta — e rifiuta tutto ciò che le viola. La proof-of-work: i miner competono spendendo energia per aggiungere il blocco successivo, e la rete considera valida la catena su cui è stato speso più lavoro, così da concordare anche l’ordine dei blocchi. I nodi decidono cosa è valido, i miner decidono la sequenza, e nessuno dei due gruppi da solo può imporre una versione falsa: un blocco che infrange le regole viene rifiutato dai nodi, e senza il lavoro dei miner l’ordine non si può riscrivere.
Vedi anche: Nodo (full node), Proof-of-work, Blockchain, Doppia spesa (double spend), Decentralizzazione.