Le parole di Bitcoin, spiegate.
I termini essenziali per studiare Bitcoin, in linguaggio semplice e concreto. Glossario Bitcoin-only.
97 voci
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Air-gap Tenere il dispositivo che custodisce le chiavi fisicamente scollegato… Intermedio
Tenere il dispositivo che custodisce le chiavi fisicamente scollegato da qualsiasi rete.
Air gap significa “intercapedine d’aria”: fra il dispositivo che firma e internet non c’è alcun collegamento, né wifi, né bluetooth, né un cavo dati. Un malware su un computer infetto non ha una strada per arrivarci, perché quella strada non esiste. Le informazioni viaggiano su un canale che non trasporta connessioni: un QR code mostrato su uno schermo e letto da una fotocamera, oppure una scheda di memoria.
Il flusso di lavoro è quello reso possibile dalle PSBT. Un wallet collegato alla rete, che conosce i tuoi indirizzi ma non le tue chiavi, prepara la transazione; il dispositivo air-gapped la riceve, la firma e la restituisce firmata; il wallet online la trasmette alla rete. Le chiavi private non attraversano mai il confine.
Va capito cosa questo protegge e cosa no. Toglie di mezzo gli attacchi da remoto, non quelli fisici, non un dispositivo già compromesso all’origine, non una seed generata male. E resta valida la regola che vale per ogni hardware wallet: l’indirizzo di destinazione va verificato sullo schermo del dispositivo offline, non su quello del computer — altrimenti un malware potrebbe mostrarti un indirizzo e fartene firmare un altro.
Vedi anche: Hardware wallet, PSBT, Hot wallet e cold wallet, Autocustodia (self-custody), Firma digitale.
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ASIC I chip dedicati esclusivamente al mining di Bitcoin, molto… Intermedio
Le macchine dedicate al mining di Bitcoin: chip costruiti per calcolare hash e nient’altro.
ASIC sta per Application-Specific Integrated Circuit, circuito integrato per un’applicazione specifica. È un chip progettato per svolgere un solo compito: nel caso di Bitcoin, calcolare a ripetizione gli hash richiesti dal proof-of-work. Non serve a nient’altro — non è un computer generico — ed è proprio questa specializzazione a renderlo enormemente più veloce ed efficiente in energia rispetto a una CPU o a una scheda grafica sullo stesso lavoro.
Agli inizi si minava con normali computer, poi con schede grafiche; dall’arrivo degli ASIC il mining competitivo si fa solo con questo hardware dedicato. Comporta un costo d’ingresso elevato in macchine ed energia, ed è una delle ragioni per cui il mining tende a concentrarsi dove l’elettricità costa meno.
Vedi anche: Mining, Miner, Proof-of-work, Hash.
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Attacco 51% Il tentativo di controllare la maggioranza della potenza di… Intermedio
Il tentativo di controllare la maggioranza della potenza di calcolo per riscrivere le transazioni più recenti.
Chi disponesse di più della metà dell’hashrate potrebbe produrre blocchi più in fretta di tutti gli altri messi insieme, e quindi imporre una versione alternativa della catena più recente. Con questo potere potrebbe rifiutarsi di includere certe transazioni e annullare pagamenti che aveva già fatto, spendendo due volte i propri bitcoin. Sono danni reali, ma limitati agli ultimi blocchi: più conferme ha una transazione, più diventa costoso rovesciarla.
Ciò che un attacco del genere non può fare è altrettanto importante. Non può creare bitcoin dal nulla, superare il limite dei 21 milioni, né spendere fondi altrui: quelle regole le verifica ogni singolo full node, che rifiuterebbe blocchi non conformi per quanta potenza ci sia dietro. La preoccupazione concreta non è quindi un attaccante che compra metà della rete, ma la concentrazione della potenza di calcolo in poche mining pool.
Vedi anche: Proof-of-work, Hashrate, Mining pool, Doppia spesa (double spend), Conferma, Nodo (full node).
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Attacco della chiave inglese da 5 dollari Il promemoria che nessuna crittografia protegge da chi può… Intermedio
Il promemoria che nessuna crittografia protegge da chi può minacciarti di persona per farsi consegnare i fondi.
L’espressione viene da una vignetta di xkcd: due esperti immaginano supercomputer e attacchi raffinati per violare una cifratura, mentre un aggressore reale si limita a colpire il proprietario con una chiave inglese da cinque dollari finché non consegna la password. Applicata a Bitcoin, dice una cosa scomoda per chi si concentra solo sugli aspetti tecnici: in autocustodia l’anello più debole raramente è matematico.
La prima difesa non è tecnologica ma di comportamento, e si chiama discrezione. Non dire in giro che possiedi bitcoin, non dire quanti, non dire dove sono custoditi — non sui social, non nei gruppi pubblici, non al bar. La quasi totalità dei casi noti di aggressione a possessori di bitcoin è cominciata da un’informazione che il proprietario stesso aveva reso pubblica.
Poi ci sono impostazioni che rendono la coercizione meno efficace. Una passphrase permette di tenere un wallet “esca” con un saldo modesto e credibile, da mostrare se costretti. Un multi-sig con chiavi in luoghi diversi fa sì che nessun singolo momento di minaccia basti a completare una spesa. Un timelock impone comunque un’attesa. Nessuna di queste è obbligatoria: la protezione va proporzionata a quanto custodisci e a quanto sei visibile, non applicata per riflesso.
Vedi anche: Autocustodia (self-custody), Passphrase, Multi-sig (multifirma), Timelock, Hardware wallet, Seed phrase.
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Autocustodia (self-custody) Controllare direttamente le chiavi private dei propri bitcoin, senza… Base
Controllare direttamente le chiavi private dei propri bitcoin, senza affidarle a un intermediario.
Sei tu a custodire la seed phrase del wallet, e da quella dipende ogni movimento dei fondi. Nessuna azienda può bloccarli o congelarli, ma nessuno può restituirteli se perdi le chiavi: la responsabilità è tutta tua. È l’opposto della custodia delegata, dove un exchange o un servizio tiene le chiavi al posto tuo e tu dipendi dalle sue decisioni e dalla sua solvibilità. Comprare bitcoin e lasciarli su una piattaforma non è la stessa cosa che possederli: con l’autocustodia i bitcoin si muovono solo con la tua firma, senza passare da un intermediario.
Vedi anche: Wallet, Seed phrase, Chiave privata e chiave pubblica, Custodia delegata (custodial).
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BIP (Bitcoin Improvement Proposal) Il documento pubblico con cui si propone, si discute… Avanzato
Il documento pubblico con cui si propone, si discute e si specifica un cambiamento a Bitcoin.
Un BIP è una proposta scritta secondo un formato condiviso, numerata e pubblicata apertamente: chiunque può presentarne una. Serve a descrivere in modo preciso cosa si vuole cambiare e perché, così che la discussione avvenga su un testo verificabile invece che su intenzioni. Molti degli strumenti quotidiani nascono da lì: le seed phrase di 12 e 24 parole (BIP39), i wallet che generano indirizzi a catena da un unico seed (BIP32), SegWit (BIP141), Taproot (BIP341).
Un BIP non ha alcuna autorità. Restano lettera morta finché qualcuno non li implementa e, soprattutto, finché gli utenti non eseguono il software che li applica: la proposta diventa parte di Bitcoin solo se la rete la adotta. Numerosi BIP sono stati scritti, discussi e mai attivati.
Vedi anche: Soft fork e hard fork, Consenso, Nodo (full node), Bitcoin Core, Seed phrase.
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Bitcoin Core L'implementazione di riferimento del software che fa funzionare un… Intermedio
L’implementazione di riferimento del software che fa funzionare un nodo Bitcoin.
Bitcoin Core è il programma più usato per far girare un full node, ed è il discendente diretto del software pubblicato da Satoshi Nakamoto nel 2009. È libero e a sorgente aperto: chiunque può leggerlo, modificarlo e distribuirne una versione propria, e le modifiche vengono discusse pubblicamente prima di essere accettate. Chi lo installa e lascia sincronizzare l’intera blockchain sta verificando ogni regola con il proprio computer, senza chiedere niente a nessuno.
Non è un’autorità e non stabilisce le regole di Bitcoin: le applica. Esistono altre implementazioni compatibili, e chi non è d’accordo con una scelta degli sviluppatori è libero di non aggiornare o di eseguire altro software. Il “riferimento” del nome è una constatazione di fatto — è il codice che quasi tutti eseguono — non una posizione di comando.
Vedi anche: Nodo (full node), Consenso, Decentralizzazione, BIP (Bitcoin Improvement Proposal), Soft fork e hard fork.
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Bitcoin, bitcoin e BTC Bitcoin (maiuscolo) è la rete; bitcoin (minuscolo) è l'unità;… Base
Bitcoin (maiuscolo) è la rete; bitcoin (minuscolo) è l’unità; BTC è il suo simbolo.
Le tre forme indicano cose diverse. Bitcoin con la maiuscola è il sistema nel suo insieme: la rete, il protocollo, le regole. bitcoin con la minuscola è l’unità monetaria, quella che si possiede e si scambia (“ho ricevuto un po’ di bitcoin”). BTC è il simbolo usato per indicare l’unità nei mercati e nei prezzi, come EUR per l’euro.
Un bitcoin si divide in unità più piccole, i satoshi. Distinguere le tre forme aiuta a capire subito se si sta parlando della rete o della moneta.
Vedi anche: Satoshi (sat), Blockchain.
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Blocco Il gruppo di transazioni che viene aggiunto alla blockchain… Base
Il gruppo di transazioni che viene aggiunto alla blockchain circa ogni dieci minuti.
Un blocco raccoglie le transazioni che i miner hanno scelto di includere e le mette in fila una dopo l’altra. Insieme alle transazioni contiene un’intestazione con poche informazioni essenziali: il momento in cui è stato prodotto, un riassunto di tutte le transazioni che contiene e l’impronta del blocco precedente. È quest’ultimo dato a legare i blocchi in una catena: cambiare un blocco passato significherebbe rifare tutti quelli venuti dopo.
Ogni blocco ha uno spazio limitato, e questo è il motivo per cui esistono le commissioni: quando le transazioni in attesa sono più di quelle che entrano, chi paga di più viene incluso prima. Quando la tua transazione finisce dentro un blocco valido ottiene la prima conferma; ogni blocco successivo la rende più difficile da annullare.
Vedi anche: Blockchain, Transazione, Conferma, Mining, Commissione (transaction fee).
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Blocco orfano e riorganizzazione Un blocco valido che resta fuori dalla catena principale… Intermedio
Un blocco valido che resta fuori dalla catena principale perché un altro ramo si è allungato prima.
Può capitare che due miner trovino un blocco quasi nello stesso istante: per qualche minuto parti diverse della rete vedono due versioni della catena, entrambe legittime. La situazione si risolve da sola quando arriva il blocco successivo, che si aggancia a uno dei due rami: quel ramo diventa la catena valida e l’altro blocco viene abbandonato. Le transazioni che conteneva non vanno perse — tornano nella mempool e verranno incluse in un blocco successivo. Questo cambio di ramo è la riorganizzazione, spesso abbreviata in reorg.
Succede raramente e quasi sempre per un solo blocco di profondità. È però la ragione concreta per cui le conferme si contano: una transazione con una sola conferma sta su un blocco che in teoria può ancora essere scartato, mentre dopo qualche blocco l’ipotesi diventa remota. È anche il motivo per cui i bitcoin appena emessi restano immaturi per cento blocchi.
Vedi anche: Blocco, Conferma, Mempool, Consenso, Proof-of-work, Transazione coinbase.
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Block explorer Un sito che permette di consultare la blockchain e… Avanzato
Un sito che permette di consultare la blockchain e seguire lo stato di una transazione.
La blockchain è pubblica, ma è un archivio di dati grezzi: un block explorer è la finestra leggibile su quell’archivio. Incollando un TXID si vede se la transazione è confermata e in quale blocco, quanto ha pagato di commissione, quanto è affollata la mempool in questo momento. Incollando un indirizzo si vedono tutte le transazioni che lo riguardano. Sono strumenti gratuiti e utilissimi per verificare da sé invece di credere a quello che dice un’app.
Due avvertenze però contano. La prima: consultare un explorer significa fidarsi di come un terzo legge la catena, mentre un full node quella verifica la fa per conto tuo — è la differenza fra chiedere e controllare. La seconda: l’explorer vede il tuo indirizzo IP e sa cosa hai cercato, quindi controllare ripetutamente i propri indirizzi comunica al gestore del sito quali indirizzi ti appartengono. Se la cosa ti riguarda, si consulta attraverso Tor oppure — meglio — attraverso un explorer collegato al proprio nodo.
Vedi anche: Blockchain, TXID, Conferma, Nodo (full node), Indirizzo, Chain analysis.
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Block subsidy I nuovi bitcoin emessi a chi produce un blocco;… Intermedio
I nuovi bitcoin emessi a chi produce un blocco; si dimezzano a ogni halving.
Il block subsidy è la quantità di nuovi bitcoin che chi produce un blocco valido può incassare, insieme alle commissioni delle transazioni incluse. È il modo con cui nuovi bitcoin entrano in circolazione.
Questa quota non è fissa nel tempo: si dimezza a ogni halving, circa ogni quattro anni, fino ad azzerarsi quando sarà raggiunto il limite dei 21 milioni. Da quel momento chi produce blocchi sarà remunerato solo dalle commissioni. È diverso dalla commissione, che è pagata dagli utenti: il subsidy è emissione di nuova moneta prevista dalle regole.
Vedi anche: Halving, Scarsità (21 milioni), Mining, Commissione (transaction fee).
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Blockchain Il registro pubblico e condiviso in cui vengono ordinate… Base
Il registro pubblico e condiviso in cui vengono ordinate e conservate tutte le transazioni Bitcoin.
La blockchain è il registro di Bitcoin: una catena di blocchi, ciascuno contenente un gruppo di transazioni, legati l’uno all’altro in ordine di tempo. Ogni nuovo blocco si aggancia al precedente, così la storia dei movimenti resta ordinata e non modificabile senza rifare tutto il lavoro che la protegge.
Non è custodita da un’azienda: ne esistono copie su migliaia di nodi in tutto il mondo, che la verificano di continuo. Nel contesto di Bitcoin alcuni preferiscono il termine Timechain, per distinguerlo dall’uso generico e spesso confuso di “blockchain” nel mondo crypto.
Vedi anche: Timechain, Nodo (full node), Transazione, Proof-of-work.
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Broadcast (trasmissione) L'invio alla rete di una transazione già firmata, che… Base
L’invio alla rete di una transazione già firmata, che i nodi verificano e passano ad altri nodi.
Broadcast, in italiano trasmissione, è il passaggio che segue la firma: il wallet consegna la transazione alla rete Bitcoin. I nodi che la ricevono controllano che sia costruita correttamente, che la firma sia valida, che i fondi non siano già stati spesi e che la commissione rispetti le regole; se supera i controlli, la mettono nella propria Mempool e la annunciano ai nodi a cui sono collegati. In pochi secondi la transazione raggiunge le mempool di tutto il mondo, comprese quelle delle pool che costruiscono i blocchi. In alcuni wallet, come Sparrow, il pulsante che esegue questo passaggio si chiama Broadcast Transaction.
Trasmettere non significa chiedere un’autorizzazione. Un bonifico è una richiesta che una banca può accogliere, sospendere o rifiutare; una transazione Bitcoin valida viene propagata dai nodi che la ricevono. Se però il wallet trasmette attraverso il server di chi l’ha sviluppato, quel server fa da intermediario e può inoltrare la transazione, ritardarla o rifiutarsi di farlo; trasmettendo dal proprio nodo, il passaggio intermedio non esiste.
Firma e trasmissione possono avvenire su dispositivi diversi. Un Hardware wallet o un computer offline firmano la transazione senza essere collegati a internet, e un wallet su un dispositivo online la trasmette alla rete.
Vedi anche: Transazione, Mempool, Nodo (full node), Firma digitale, PSBT, Air-gap.
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Canale di pagamento Un rapporto tra due partecipanti che permette di scambiare… Intermedio
Un rapporto tra due partecipanti che permette di scambiare molti pagamenti Lightning senza registrarli tutti.
Un canale di pagamento è alla base del funzionamento di Lightning. Due partecipanti bloccano una certa quantità di bitcoin in una transazione registrata sulla blockchain e, da quel momento, possono aggiornare tra loro la distribuzione di quel saldo molte volte, senza pubblicare ogni singolo pagamento.
L’apertura e la chiusura del canale sono le uniche due transazioni scritte sul livello base; tutti i pagamenti intermedi restano fuori. Non serve un canale diretto con ogni persona: i canali si collegano tra loro e un pagamento può attraversare più nodi fino al destinatario.
Vedi anche: Lightning Network, Liquidità (Lightning), On-chain e off-chain, Transazione.
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Chain analysis L'attività di analizzare la blockchain pubblica per collegare fra… Intermedio
L’attività di analizzare la blockchain pubblica per collegare fra loro gli indirizzi e risalire alle persone.
Sulla blockchain non compaiono nomi, ma compare tutto il resto, per sempre e alla portata di chiunque. Su questo lavorano aziende specializzate, che applicano criteri statistici: se più UTXO vengono spesi nella stessa transazione appartengono probabilmente alla stessa persona; fra due uscite, quella di importo tondo è di solito il pagamento e l’altra il resto; un indirizzo riusato collega fra loro tutte le operazioni che lo toccano. Preso singolarmente ognuno di questi criteri è un’ipotesi, e a volte sbaglia.
Quello che li trasforma in identificazione è un punto di aggancio con il mondo dei nomi, e quel punto quasi sempre è il KYC: un exchange che conosce il tuo documento e sa a quale indirizzo hai prelevato. Da lì l’analisi si propaga a ritroso e in avanti su tutto ciò che è collegato. Non è un controllo che scade: essendo la catena permanente, un’identificazione fatta oggi vale anche su quello che hai fatto cinque anni fa.
Le difese sono note e nessuna è totale: non riusare mai un indirizzo, tenere separati gli UTXO di provenienza diversa con il coin control, usare coinjoin o silent payments, e quando possibile ricevere bitcoin senza passare da un intermediario che ti identifica.
Vedi anche: Blockchain, KYC (Know Your Customer), Fungibilità, Coinjoin, Coin control, Indirizzo, Exchange.
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Chiave privata e chiave pubblica La coppia di chiavi che permette di dimostrare la… Base
La coppia di chiavi che permette di dimostrare la proprietà dei fondi e autorizzarne la spesa.
In Bitcoin la proprietà non dipende dal riconoscimento di un intermediario, ma dal possesso di una chiave privata: un segreto con cui il wallet firma le transazioni e prova il diritto di spendere determinati fondi. Da quella chiave privata deriva una chiave pubblica, condivisibile, che permette agli altri nodi di verificare che la firma sia valida.
Il rapporto tra le due è a senso unico: dalla chiave privata si ottiene la pubblica, ma dalla pubblica non si può risalire alla privata. Chi controlla la chiave privata controlla i fondi. Per questo va custodita — di norma attraverso la Seed phrase da cui il wallet la ricava — e mai condivisa.
Vedi anche: Seed phrase, Wallet, Indirizzo, Autocustodia (self-custody).
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Chiusura di un canale Il momento in cui i saldi di un canale… Intermedio
Il momento in cui i saldi di un canale Lightning tornano sulla blockchain come normali bitcoin.
Un canale si apre con una transazione on-chain e si chiude con un’altra. Nel caso ordinario la chiusura è cooperativa: le due parti sono d’accordo, firmano insieme una transazione che paga a ciascuno il saldo corrente, e questa viene confermata come qualunque altra. È il modo più rapido ed economico, e non richiede attese.
Quando l’altra parte non risponde — nodo spento, software rotto, servizio che ha chiuso — si ricorre alla chiusura forzata: pubblichi da solo l’ultimo stato del canale che possiedi. Qui il protocollo impone una precauzione, ed è un timelock: i tuoi fondi restano bloccati per un periodo concordato prima di poter essere spesi, così la controparte ha tempo di contestare se hai pubblicato uno stato vecchio. Se una contestazione arriva ed è fondata, chi ha barato perde l’intero saldo del canale, non solo la differenza. È il meccanismo di penalità su cui poggia la sicurezza di Lightning, e il compito di sorvegliarlo mentre il tuo nodo è offline spetta a un watchtower.
Da qui discendono due avvertenze pratiche. La prima: ripristinare un backup datato di un nodo Lightning è pericoloso, perché ti fa pubblicare in buona fede uno stato superato e ti espone alla penalità — i backup di Lightning non funzionano come quelli di un wallet on-chain. La seconda: una chiusura forzata è una transazione on-chain, quindi paga le commissioni del momento in cui avviene, e se capita in un periodo di rete affollata può costare parecchio.
Vedi anche: Canale di pagamento, Lightning Network, Watchtower, Timelock, Nodo Lightning, On-chain e off-chain.
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Coin control La funzione che permette di scegliere quali UTXO spendere… Avanzato
La funzione che permette di scegliere quali UTXO spendere in una transazione, invece di lasciar decidere al wallet.
Normalmente, quando invii un pagamento, il wallet sceglie da solo quali dei tuoi UTXO usare per coprire l’importo. Il coin control ti mostra l’elenco e ti lascia selezionare. Serve soprattutto per la privacy: unire in una stessa transazione UTXO di provenienza diversa rivela pubblicamente che appartengono alla stessa persona, e su una blockchain consultabile da chiunque quel collegamento resta lì per sempre. Scegliere a mano permette di tenere separate le proprie attività.
Ha anche usi più prosaici. Quando le commissioni sono basse conviene consolidare molti UTXO piccoli in uno grande, per pagare meno quando saranno alte. Al contrario, si può evitare di spendere un UTXO che si preferisce lasciare intatto. Perché sia praticabile servono un wallet che offra la funzione e l’abitudine di etichettare gli UTXO quando arrivano, altrimenti dopo qualche mese non si ricorda più cosa sia cosa.
Vedi anche: UTXO, Wallet, Commissione (transaction fee), Indirizzo, Dust.
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Coinjoin Una transazione costruita insieme da più persone, in modo… Avanzato
Una transazione costruita insieme da più persone, in modo che dall’esterno non si capisca chi ha pagato chi.
Più partecipanti mettono ciascuno i propri UTXO in ingresso a un’unica transazione, che in uscita produce molti importi identici fra loro. Chi la osserva dall’esterno vede entrare dieci contributi e uscire dieci quote uguali, senza poter stabilire quale uscita corrisponda a quale entrata. Il criterio su cui si regge buona parte della chain analysis — gli input spesi insieme sono della stessa persona — smette di funzionare, perché in questo caso è falso per costruzione.
Nessuno consegna la custodia dei propri fondi a nessuno. Ogni partecipante firma soltanto la parte che lo riguarda, e la transazione diventa valida solo se firmano tutti: non esiste un momento in cui qualcun altro potrebbe portarti via i bitcoin. Il rischio non è di essere derubati, è che il coinjoin non si concluda e resti tutto com’era.
Un coinjoin non cancella la storia passata, la rende ambigua: dove prima un analista aveva una ricostruzione sola, dopo ne ha diverse ugualmente plausibili. Va tenuto presente un effetto pratico: alcuni servizi custodiali segnalano o rifiutano fondi passati per un coinjoin, che è esattamente il problema di fungibilità per cui il coinjoin esiste.
Vedi anche: Fungibilità, Chain analysis, Coin control, UTXO, Transazione, Autocustodia (self-custody).
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Commissione (transaction fee) La quota pagata ai miner perché includano la tua… Base
La quota pagata ai miner perché includano la tua transazione in un blocco.
La commissione non è una tariffa fissa decisa dal protocollo: è la parte di una transazione che non va al destinatario né torna come resto, e serve a incentivare i miner a includerla in un blocco. Lo spazio in ogni blocco è limitato, quindi quando molte persone usano la rete nello stesso momento le commissioni salgono, perché si compete per entrare prima.
Una commissione più alta rende più probabile una conferma rapida; una più bassa può far attendere di più. Non dipende dall’importo inviato, ma dalla dimensione tecnica della transazione e dalla domanda del momento.
Vedi anche: Transazione, Mempool, Miner, Conferma.
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Conferma L'inclusione di una transazione in un blocco valido; ogni… Base
L’inclusione di una transazione in un blocco valido; ogni blocco successivo la rende più solida.
Una transazione riceve la prima conferma quando viene inclusa in un blocco valido. Ogni blocco aggiunto dopo quello è una conferma in più: più se ne accumulano, più diventa costoso e improbabile riscrivere quella parte di storia.
Per piccoli importi spesso basta poco; per somme importanti è prudente attendere più conferme. Non serve perché la rete debba conoscere meglio chi paga, ma perché ogni conferma aggiunge sicurezza. Bitcoin produce in media un blocco ogni dieci minuti, quindi il ritmo delle conferme dipende da questo.
Vedi anche: Transazione, Blockchain, Proof-of-work, Mempool.
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Consenso L'accordo condiviso su quale sia la versione valida del… Intermedio
L’accordo condiviso su quale sia la versione valida del registro: quali transazioni sono avvenute, in che ordine, e quindi chi possiede cosa.
In un sistema centralizzato questo accordo lo detta un’autorità: è la banca a stabilire qual è il tuo saldo. In Bitcoin quell’autorità non c’è, quindi migliaia di partecipanti devono arrivare da soli alla stessa identica copia della storia, senza doversi fidare l’uno dell’altro. Il consenso è ciò che tiene tutte queste copie allineate.
Ci si arriva combinando due cose. Le regole di consenso: ogni nodo verifica in autonomia che ogni transazione e ogni blocco siano validi — niente doppie spese, firme corrette, il limite di emissione e la ricompensa giusta — e rifiuta tutto ciò che le viola. La proof-of-work: i miner competono spendendo energia per aggiungere il blocco successivo, e la rete considera valida la catena su cui è stato speso più lavoro, così da concordare anche l’ordine dei blocchi. I nodi decidono cosa è valido, i miner decidono la sequenza, e nessuno dei due gruppi da solo può imporre una versione falsa: un blocco che infrange le regole viene rifiutato dai nodi, e senza il lavoro dei miner l’ordine non si può riscrivere.
Vedi anche: Nodo (full node), Proof-of-work, Blockchain, Doppia spesa (double spend), Decentralizzazione.
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CPFP (Child Pays For Parent) Il modo di sbloccare una transazione ferma spendendone l'output… Avanzato
Il modo di sbloccare una transazione ferma spendendone l’output con una nuova transazione a commissione alta.
I miner non valutano ogni transazione isolatamente: se una transazione ne spende un’altra ancora non confermata, le considerano come un pacchetto e ne guardano la commissione complessiva. Su questo si fonda il CPFP, “il figlio paga per il genitore”. Se un pagamento è fermo perché aveva una fee rate troppo bassa, si crea una seconda transazione che ne spende l’output pagando abbastanza da coprire entrambe: al miner conviene includerle insieme.
La differenza rispetto al RBF sta in chi può usarlo. Il RBF sostituisce la transazione originale, e può farlo solo chi l’ha inviata. Il CPFP invece ne aggiunge una nuova, quindi funziona anche per chi riceve: se qualcuno ti ha pagato con una commissione troppo bassa e non hai modo di sollecitarlo, puoi accelerare tu la sua transazione spendendo a te stesso i fondi in arrivo con una fee alta.
Vedi anche: RBF (Replace-By-Fee), Commissione (transaction fee), sat/vB (fee rate), Mempool, Conferma, UTXO.
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Crittografia L'insieme di tecniche matematiche che proteggono e verificano le… Base
L’insieme di tecniche matematiche che proteggono e verificano le informazioni di Bitcoin.
La crittografia è la scienza che usa la matematica per proteggere e verificare le informazioni. In Bitcoin non serve tanto a “nascondere” i dati — la blockchain è pubblica — quanto a dimostrare la proprietà e l’integrità senza bisogno di fiducia.
Sono crittografici la coppia di chiavi con cui firmi le transazioni, le firme digitali che provano il diritto di spendere e gli hash che legano i blocchi. È la base che permette a Bitcoin di funzionare tra sconosciuti: al posto della fiducia in un intermediario, la verifica matematica.
Vedi anche: Chiave privata e chiave pubblica, Firma digitale, Hash.
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Custodia delegata (custodial) Quando un terzo tiene le chiavi dei tuoi bitcoin… Base
Quando un terzo tiene le chiavi dei tuoi bitcoin al posto tuo, non sono i tuoi bitcoin.
Nella custodia delegata le chiavi private non sono nelle tue mani: le tiene un exchange o un servizio, e tu accedi ai fondi con login e password, come in un conto online. Non è la stessa cosa che possedere bitcoin.
Dipendi dalle decisioni di quel soggetto — che può bloccare, limitare o congelare l’operatività — e dalla sua solvibilità: se fallisce o viene compromesso, i tuoi fondi sono a rischio. È l’opposto dell’Autocustodia (self-custody). Può essere un primo passo per iniziare, ma finché i bitcoin restano lì non hai il controllo diretto delle chiavi.
Vedi anche: Autocustodia (self-custody), Exchange, KYC (Know Your Customer), Wallet.
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Custodial Aggettivo per un wallet o servizio che tiene le… Base
Aggettivo per un wallet o servizio che tiene le chiavi private al posto tuo.
Custodial descrive un wallet o un servizio in cui le chiavi private non sono nelle tue mani: le tiene un terzo — di solito un exchange o un’app — e tu accedi ai fondi con login e password, come in un conto online. È la Custodia delegata (custodial).
Un wallet custodial è comodo e simile ai servizi a cui sei abituato, ma il controllo dei fondi non è tuo: chi tiene le chiavi può bloccare, limitare o congelare l’operatività, e se fallisce o viene compromesso i tuoi fondi sono a rischio. È il contrario di Non-custodial.
Vedi anche: Custodia delegata (custodial), Non-custodial, Exchange, KYC (Know Your Customer).
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Cypherpunk Il movimento che dai primi anni Novanta ha usato… Intermedio
Il movimento che dai primi anni Novanta ha usato la crittografia come strumento di libertà individuale, e da cui Bitcoin discende.
Il movimento si forma nel 1992 attorno a una mailing list che riunisce crittografi, programmatori e attivisti. La convinzione condivisa è che nell’epoca delle comunicazioni digitali la riservatezza non sarebbe stata concessa da nessuno, e che quindi andasse costruita e usata direttamente da chi ne aveva bisogno. All’epoca la crittografia forte era classificata come munizione e la sua esportazione soggetta a restrizioni: la risposta fu scrivere e diffondere software libero, in modo che gli strumenti fossero già nelle mani di tutti. “I cypherpunk scrivono codice” riassume quella scelta di metodo — un programma funzionante ottiene ciò che un appello non ottiene.
Da quell’ambiente escono i tentativi che precedono Bitcoin e che ne preparano i pezzi: Hashcash (1997), che introduce il costo computazionale come difesa; b-money (1998) e Bit Gold (idea del 1998, descritta pubblicamente nel 2005), che immaginano denaro digitale senza emittente. Ed è a una mailing list di quella tradizione che, nell’ottobre del 2008, Satoshi Nakamoto invia il whitepaper.
Conoscere questa origine spiega perché Bitcoin è fatto com’è. Non c’è un’azienda dietro, il codice è aperto, chiunque può eseguirlo e nessuno deve chiedere il permesso di partecipare: non sono decisioni tecniche prese per comodità, ma la traduzione in software dell’idea che gli strumenti della libertà economica non debbano dipendere dalla concessione di qualcuno.
Vedi anche: Whitepaper, Satoshi Nakamoto, Crittografia, Decentralizzazione, Peer-to-peer (P2P), Proof-of-work.
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Decentralizzazione L'assenza di un centro che controlla la rete: le… Base
L’assenza di un centro che controlla la rete: le regole le fanno rispettare migliaia di nodi indipendenti.
Bitcoin non è un’azienda o un’organizzazione. Non ha un CEO né degli azionisti. Il consenso di Bitcoin non è concentrato in un unico soggetto, ma distribuito tra migliaia di partecipanti indipendenti. Le regole non le impone un centro: le verificano e le fanno rispettare i nodi sparsi nel mondo, ciascuno con la sua copia della blockchain. Non c’è una sede da chiudere né una persona a cui ordinare di fermare la rete. Per controllarla o fermarla non basta colpire un bersaglio: servirebbe piegarne una parte enorme e sparsa in giurisdizioni diverse.
Vedi anche: Nodo (full node), Blockchain, Proof-of-work.
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Difficulty adjustment La regola con cui Bitcoin ricalibra la difficoltà del… Intermedio
La regola con cui Bitcoin ricalibra la difficoltà del mining per mantenere un blocco ogni dieci minuti.
Bitcoin punta a produrre in media un blocco ogni dieci minuti, ma la potenza di calcolo dedicata al mining cambia nel tempo. Per mantenere quel ritmo, ogni 2016 blocchi (circa due settimane) il protocollo regola la difficoltà del proof-of-work: se è entrata più potenza, il lavoro richiesto aumenta; se ne è uscita, diminuisce.
È un meccanismo automatico, scritto nelle regole, che nessuno controlla dall’esterno. Serve a rendere l’emissione di nuovi bitcoin prevedibile a prescindere da quanti miner ci sono.
Vedi anche: Mining, Proof-of-work, Miner, Halving.
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Doppia spesa (double spend) Il tentativo di spendere due volte gli stessi bitcoin;… Base
Il tentativo di spendere due volte gli stessi bitcoin; Bitcoin lo impedisce senza un arbitro centrale.
La doppia spesa è il problema di base che il denaro digitale deve risolvere: senza precauzioni un file si può copiare, quindi si potrebbe provare a spendere due volte la stessa moneta. Nei sistemi tradizionali lo impedisce una banca che tiene il conto.
Bitcoin lo risolve senza un arbitro centrale. Ogni volta che ricevi dei fondi, la transazione crea un output che è tuo: puoi spenderlo quando vuoi, usandolo come input di una nuova transazione. Il problema nasce quando qualcuno prova a usare lo stesso output come input in due transazioni diverse: è questa la doppia spesa, e i nodi la rifiutano perché quell’output può essere consumato una volta sola.
A stabilire quale delle due transazioni conta è l’ordine dei blocchi, garantito dalla proof-of-work. Una volta che una transazione è confermata, un’altra transazione che tenta di spendere lo stesso output diventa invalida: per farla valere bisognerebbe riscrivere la catena, e con ogni nuova conferma che si aggiunge sopra farlo diventa sempre più costoso e impraticabile.
Vedi anche: Transazione, Conferma, Nodo (full node), Blockchain.
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Dust Un UTXO così piccolo che spenderlo costerebbe in commissioni… Avanzato
Un UTXO così piccolo che spenderlo costerebbe in commissioni più di quanto vale.
Il dust — “polvere” — non è un tipo speciale di bitcoin: è un normale UTXO di importo talmente basso da non essere economicamente spendibile. La soglia non è fissa, perché dipende dalle commissioni del momento: lo stesso importo può essere spendibile in un periodo tranquillo e diventare dust quando la mempool si affolla. I nodi applicano anche una regola di trasmissione che rifiuta di propagare output al di sotto di un minimo, per evitare che la rete si riempia di frammenti inutilizzabili.
Esiste anche un uso deliberato del dust come tecnica di sorveglianza: si inviano importi minuscoli a molti indirizzi, aspettando che il destinatario li spenda insieme ad altri fondi e riveli così quali indirizzi controlla. La difesa è non spendere quegli importi, e il coin control è lo strumento che permette di lasciarli dove sono.
Vedi anche: UTXO, Commissione (transaction fee), Coin control, Mempool, Indirizzo.
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Entropia La casualità genuina da cui nascono le chiavi di… Intermedio
La casualità genuina da cui nascono le chiavi di un wallet, e da cui dipende tutta la loro sicurezza.
Una chiave privata è un numero scelto in un insieme talmente vasto che tentare di indovinarlo è senza speranza, anche disponendo di tutta l’energia del pianeta. Quella impossibilità non riposa sulla matematica soltanto: riposa sul fatto che il numero sia stato scelto davvero a caso. Un wallet raccoglie casualità dall’hardware del dispositivo e da quel numero deriva le parole del seed. Le dodici o ventiquattro parole sono un modo leggibile di scrivere l’entropia, non l’entropia stessa.
Dove il meccanismo si rompe è sempre nello stesso punto: quando la casualità viene sostituita da una scelta umana. Comporre da sé la sequenza di parole, oppure usare una frase che si ricorda a mente — la vecchia idea del brainwallet — produce qualcosa che sembra imprevedibile ma non lo è, perché le persone scelgono cose prevedibili. Esistono programmi che percorrono sistematicamente lo spazio delle frasi plausibili, e i wallet costruiti così vengono svuotati in tempi brevissimi, spesso prima ancora che il proprietario abbia finito di depositare.
La conseguenza pratica è semplice: la seed la genera il dispositivo, non tu. Se vuoi indipendenza da quel dispositivo, alcuni wallet permettono di fornire entropia esterna con lanci di dado, ma va fatto seguendo la procedura documentata, non improvvisando.
Vedi anche: Seed phrase, Chiave privata e chiave pubblica, Wallet HD e derivazione, Crittografia, Hardware wallet.
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Exchange Una piattaforma per comprare e vendere bitcoin, di solito… Base
Una piattaforma per comprare e vendere bitcoin, di solito con custodia delegata e KYC.
Un exchange è il luogo dove la maggior parte delle persone compra bitcoin per la prima volta, scambiando euro con BTC. Sono aziende private che per farti operare pretendono un’identificazione completa (KYC (Know Your Customer)) e concentrano in un solo posto i fondi e i dati di milioni di utenti: di fatto enormi bersagli — veri e propri honeypot — per gli attacchi informatici. Finché i bitcoin restano lì il possesso non è reale: le chiavi le tiene la piattaforma (Custodia delegata (custodial)), non tu, e quello che hai è solo un saldo sul loro sistema.
Lasciare i bitcoin su un exchange comporta dei rischi concreti. Le chiavi le tiene la piattaforma, quindi dipendi dalle sue decisioni e dalla sua solvibilità: può bloccare o congelare il tuo conto, imporre limiti ai prelievi, chiudere per fallimento o essere violata, e in tutti questi casi i fondi non sono nelle tue mani. In più raccoglie i tuoi documenti e i tuoi dati (KYC (Know Your Customer)), che restano esposti a fughe e a richieste di terzi. Il possesso reale inizia quando ritiri i bitcoin in Autocustodia (self-custody). Lo riassume il detto più ripetuto in Bitcoin: not your keys, not your coins — se non tieni le chiavi, non sono i tuoi bitcoin.
Vedi anche: Custodia delegata (custodial), KYC (Know Your Customer), Autocustodia (self-custody).
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Firma digitale La prova crittografica con cui dimostri di poter spendere… Base
La prova crittografica con cui dimostri di poter spendere dei bitcoin, senza rivelare la chiave privata.
La firma digitale è ciò che autorizza una transazione Bitcoin. Quando spendi, il wallet usa la tua chiave privata per produrre una firma legata a quella specifica transazione. La firma dimostra a tutti che hai il diritto di muovere quei fondi, ma non rivela la chiave privata: gli altri nodi la verificano con la tua chiave pubblica.
È il meccanismo che sostituisce il riconoscimento di un intermediario: la rete non deve sapere chi sei, deve solo controllare che la firma sia valida e riguardi fondi spendibili.
Vedi anche: Chiave privata e chiave pubblica, Transazione, Nodo (full node).
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Firme Schnorr Il tipo di firma introdotto con Taproot, che permette… Avanzato
Il tipo di firma introdotto con Taproot, che permette di combinare più chiavi e più firme in una sola.
Fino al 2021 Bitcoin usava un unico schema di firma, ECDSA, che resta valido e in uso. Taproot ne ha aggiunto un secondo, le firme Schnorr, che ha una proprietà che il primo non aveva: si possono sommare. Più chiavi pubbliche si combinano in un’unica chiave, e le firme corrispondenti in un’unica firma valida per quella chiave. Un gruppo di persone che firma insieme produce così un risultato indistinguibile dalla firma di una persona sola.
Le conseguenze sono quelle già descritte in Taproot: una custodia condivisa fra più chiavi smette di essere leggibile sulla blockchain pubblica, e la transazione occupa meno spazio, quindi costa meno. Le firme Schnorr sono anche più compatte e poggiano su basi matematiche più semplici da dimostrare sicure, il che ha reso possibile costruirci sopra strumenti che con ECDSA erano scomodi o impraticabili.
Vedi anche: Taproot, Firma digitale, Multi-sig (multifirma), Chiave privata e chiave pubblica, Crittografia.
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Formati di indirizzo Le diverse forme che un indirizzo Bitcoin può assumere,… Intermedio
Le diverse forme che un indirizzo Bitcoin può assumere, riconoscibili dai caratteri con cui iniziano.
Gli indirizzi hanno cambiato aspetto man mano che il protocollo si è aggiornato, e oggi ne circolano quattro tipi. Quelli che iniziano con 1 sono i più vecchi, in uso dal 2009. Quelli che iniziano con 3 ospitano condizioni di spesa più articolate, come il multi-sig, e per anni sono stati anche il modo di usare SegWit nei wallet che non lo supportavano ancora del tutto. Quelli che iniziano con bc1q sono il formato SegWit nativo, tutti in minuscolo. Quelli che iniziano con bc1p sono gli indirizzi Taproot.
I formati sono interoperabili: puoi inviare da un tipo a un altro senza problemi, e i wallet moderni generano bc1q o bc1p. La differenza pratica è il costo, perché una transazione che usa i formati più recenti occupa meno spazio nel blocco e paga quindi meno commissioni. I formati bc1 hanno anche un codice di controllo interno che intercetta gli errori di battitura: se sbagli un carattere il wallet rifiuta l’indirizzo invece di lasciarti inviare i fondi nel vuoto.
Vedi anche: Indirizzo, SegWit, Taproot, Commissione (transaction fee), Multi-sig (multifirma).
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Fungibilità La proprietà per cui ogni unità di denaro vale… Intermedio
La proprietà per cui ogni unità di denaro vale quanto un’altra, e nessuna può essere rifiutata per la sua storia.
Una banconota da venti euro vale come qualunque altra da venti euro, e nessuno al banco chiede dove sia stata prima. È una condizione perché il denaro funzioni: se ogni unità andasse esaminata per accettarla, ogni pagamento diventerebbe una trattativa. Il protocollo Bitcoin è fungibile per costruzione — ogni nodo applica le stesse regole a ogni transazione valida, senza distinguere da dove arrivino i fondi né chi li stia muovendo.
La difficoltà nasce fuori dal protocollo. Poiché la blockchain è pubblica e conserva tutto, ogni bitcoin porta con sé una storia consultabile, e ci sono aziende che la analizzano per classificare i fondi secondo la provenienza. Un servizio che custodisce bitcoin al posto tuo può così rifiutare un deposito, congelarlo o chiederti conto di transazioni di anni prima. Due bitcoin che il protocollo tratta come identici finiscono trattati diversamente da un’impresa che decide per conto proprio.
È qui che l’incensurabilità di Bitcoin viene messa davvero alla prova: non a livello di rete, dove ogni transazione valida passa, ma ai bordi, dove qualcuno può scegliere quali fondi accettare. Le pratiche che ricostruiscono fungibilità — non riusare gli indirizzi, gestire gli UTXO con criterio, coinjoin, silent payments — servono a restituire ciò che la trasparenza del registro toglie.
Vedi anche: Chain analysis, Coinjoin, Coin control, Blockchain, Indirizzo, KYC (Know Your Customer).
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Genesis block Il primo blocco di Bitcoin, del 2009, all'origine dell'intera… Intermedio
Il primo blocco di Bitcoin, del 2009, all’origine dell’intera blockchain.
Il Genesis block è il primo blocco della blockchain di Bitcoin, prodotto il 3 gennaio 2009. Da lì parte tutta la catena: ogni blocco successivo si aggancia, a ritroso, fino a questo.
Al suo interno Satoshi Nakamoto inserì il titolo di un giornale di quel giorno, un riferimento al salvataggio delle banche, che funziona sia da marca temporale sia da messaggio sul motivo per cui Bitcoin nasceva. È l’unico blocco scritto direttamente nel codice, e i bitcoin che emise non sono spendibili.
Vedi anche: Blockchain, Satoshi Nakamoto, Whitepaper.
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Halving Il dimezzamento, ogni quattro anni circa, dei nuovi bitcoin… Base
Il dimezzamento, ogni quattro anni circa, dei nuovi bitcoin emessi per blocco.
Ogni blocco aggiunto alla rete emette una quantità prestabilita di nuovi bitcoin: è il Block subsidy, la parte di ricompensa del Miner fatta di moneta appena creata (l’altra parte sono le commissioni delle transazioni incluse nel blocco). Circa ogni quattro anni — ogni 210.000 blocchi — il block subsidy si dimezza: è l’halving.
È il meccanismo con cui l’emissione di nuovi bitcoin rallenta nel tempo in modo prevedibile, fino a fermarsi quando sarà raggiunto il limite dei 21 milioni: a quel punto il block subsidy sarà zero e i miner saranno ricompensati solo dalle commissioni. A differenza della moneta fiduciaria, dove la quantità emessa dipende da decisioni discrezionali, in Bitcoin il ritmo di emissione è scritto nelle regole e conosciuto in anticipo da tutti.
Vedi anche: Block subsidy, Scarsità (21 milioni), Moneta fiduciaria (fiat).
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Hardware wallet Un dispositivo dedicato, offline, che custodisce le chiavi private… Base
Un dispositivo dedicato, offline, che custodisce le chiavi private e firma le transazioni.
Un hardware wallet è un dispositivo fisico, spesso simile a una pendrive, progettato solo per contenere e proteggere le chiavi private. Essendo normalmente offline — per questo detto anche cold wallet — riduce i rischi legati a computer e telefoni connessi a internet: la chiave non lascia mai il dispositivo, che firma le transazioni al suo interno.
Non rende però la sicurezza automatica: la protezione dipende comunque da come conservi la Seed phrase che permette di recuperare i fondi se il dispositivo si rompe o si perde.
Vedi anche: Hot wallet e cold wallet, Seed phrase, Autocustodia (self-custody), Wallet.
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Hash Un'impronta digitale di lunghezza fissa che rappresenta in modo… Intermedio
Un’impronta digitale di lunghezza fissa che rappresenta in modo unico un dato qualsiasi.
Un hash è il risultato di una funzione che trasforma un dato di qualsiasi dimensione in una stringa di lunghezza fissa, una specie di impronta digitale. Piccole modifiche al dato di partenza producono un hash completamente diverso, e dall’hash non si può risalire al dato originale.
In Bitcoin gli hash sono ovunque: collegano i blocchi tra loro, riassumono le transazioni e sono al cuore del proof-of-work, dove i miner cercano un hash che rispetti certe condizioni. Sono il mattone crittografico che rende la blockchain verificabile e difficile da alterare.
Vedi anche: Proof-of-work, Blockchain, Merkle tree, Crittografia.
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Hashrate La quantità totale di calcolo che i miner dedicano… Intermedio
La quantità totale di calcolo che i miner dedicano ogni secondo alla ricerca di nuovi blocchi.
L’hashrate misura quanti tentativi al secondo l’insieme dei miner sta facendo per trovare un blocco valido. Si esprime in hash al secondo, con numeri talmente grandi da richiedere unità come l’exahash (un miliardo di miliardi di tentativi al secondo). Non è un valore che qualcuno pubblica: si ricava stimandolo dalla velocità con cui i blocchi vengono trovati rispetto alla difficoltà corrente, quindi le cifre che si leggono sono sempre approssimazioni su una media di ore o giorni.
Il suo significato è economico prima che tecnico: un hashrate alto vuol dire che riscrivere la storia recente di Bitcoin richiederebbe hardware ed energia paragonabili a quelli dell’intera rete. Non influisce invece sulla velocità dei blocchi: se l’hashrate cresce, il difficulty adjustment alza la difficoltà per riportare l’intervallo attorno ai dieci minuti.
Vedi anche: Proof-of-work, Mining, Miner, Difficulty adjustment, ASIC, Attacco 51%.
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Hot wallet e cold wallet Un wallet è "caldo" se sta su un dispositivo… Base
Un wallet è “caldo” se sta su un dispositivo connesso a internet, “freddo” se resta offline.
La distinzione riguarda l’esposizione a internet. Un hot wallet vive su un dispositivo connesso — un’app sullo smartphone o un programma sul computer — ed è comodo per piccole somme e uso quotidiano, ma la sua superficie d’attacco è maggiore. Un cold wallet tiene le chiavi offline, tipicamente su un Hardware wallet, riducendo i rischi legati ai dispositivi online, ed è più adatto a fondi da conservare nel tempo.
Non è una scelta tra buono e cattivo: dipende dal rapporto tra comodità, importo e sicurezza. Molti usano un hot wallet per le spese di ogni giorno e un cold wallet per il risparmio.
Vedi anche: Hardware wallet, Wallet, Seed phrase.
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HTLC (Hash Time Locked Contract) Il meccanismo che permette a un pagamento Lightning di… Avanzato
Il meccanismo che permette a un pagamento Lightning di attraversare più nodi senza doversi fidare di nessuno di essi.
Quando un pagamento Lightning passa per nodi intermedi, ogni tratta del percorso viene impegnata con la stessa condizione: quei fondi si possono incassare solo mostrando un segreto che corrisponde a una data impronta, ed entro una scadenza. Solo il destinatario finale conosce il segreto; nel momento in cui lo usa per incassare, lo rende visibile al nodo precedente, che a sua volta può incassare la propria tratta, e così a ritroso fino al mittente. O il pagamento si completa lungo tutto il percorso, o non si completa affatto.
La scadenza è la seconda metà della garanzia: se il segreto non compare in tempo, ogni impegno decade e i fondi tornano a chi li aveva messi. Un nodo intermedio non può quindi trattenere il denaro che sta instradando, né sparire con esso. È questo a rendere Lightning una rete di pagamento fra estranei e non un circuito di soggetti fidati.
Vedi anche: Lightning Network, Canale di pagamento, Routing (Lightning), Hash, Watchtower.
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Immutabilità La proprietà per cui, una volta registrata e confermata,… Intermedio
La proprietà per cui, una volta registrata e confermata, la storia di Bitcoin è impraticabile da modificare.
Immutabilità significa che le transazioni già registrate nella blockchain e coperte da abbastanza conferme non si possono più cambiare nella pratica. Non è una magia: dipende dal proof-of-work. Ogni blocco è legato al precedente e protetto da lavoro di calcolo, quindi modificare una transazione passata richiederebbe di rifare tutto il lavoro di quel blocco e di tutti quelli successivi, più velocemente del resto della rete.
Più blocchi si accumulano sopra, più questo diventa impossibile. È ciò che rende la storia monetaria di Bitcoin affidabile senza un custode centrale.
Vedi anche: Proof-of-work, Blockchain, Conferma.
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Indirizzo La stringa che condividi per ricevere bitcoin, generata dal… Base
La stringa che condividi per ricevere bitcoin, generata dal tuo wallet.
Un indirizzo Bitcoin è una destinazione di ricezione, spesso mostrata anche come QR code. Non va pensato come un IBAN fisso o il numero di un conto: il wallet può generarne moltissimi, tutti riconducibili alle chiavi che controlli.
La buona pratica è usare un indirizzo nuovo per ogni pagamento che ricevi. Non stai aprendo un nuovo conto: i fondi restano nello stesso wallet, cambia solo la destinazione mostrata. Serve a proteggere la privacy, perché la blockchain è pubblica: se riusi sempre lo stesso indirizzo, chiunque può vedere tutte le transazioni che vi arrivano e ricostruire parte della tua attività. L’indirizzo puoi condividerlo senza timore; ciò che dà il controllo del wallet — la seed phrase e le chiavi private — deve invece restare solo tuo.
Vedi anche: Wallet, Chiave privata e chiave pubblica, Seed phrase.
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Invoice Lightning La richiesta di pagamento che si genera su Lightning,… Intermedio
La richiesta di pagamento che si genera su Lightning, di solito come QR code o stringa che inizia per lnbc.
Funziona diversamente da un indirizzo Bitcoin. Un indirizzo è una destinazione che può ricevere qualsiasi importo, in qualsiasi momento e più volte; un invoice è una richiesta singola e circostanziata: contiene l’importo esatto da pagare, una descrizione facoltativa, una scadenza dopo la quale non vale più, e un riferimento a un segreto che solo chi lo ha emesso conosce. Una volta pagato, o una volta scaduto, quell’invoice è consumato e per un nuovo pagamento se ne genera un altro.
Quel segreto è anche ciò che rende i pagamenti Lightning dimostrabili. Chi paga, a operazione riuscita, riceve indietro il segreto corrispondente: è una ricevuta che soltanto un pagamento andato a buon fine può produrre, e nessuno può fabbricarla senza aver pagato davvero.
I due limiti si incontrano presto. La scadenza spiega gran parte dei pagamenti che falliscono senza motivo apparente: l’invoice era vecchio di ore. E dover chiedere un invoice nuovo a ogni pagamento è scomodo per le donazioni o per gli incassi ricorrenti — per questo esistono LNURL e gli Offers (BOLT12), che permettono di esporre un codice fisso o un indirizzo in stile email a partire dal quale gli invoice vengono generati al momento.
Vedi anche: Lightning Network, HTLC (Hash Time Locked Contract), Routing (Lightning), Canale di pagamento, Indirizzo, Sat.
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KYC (Know Your Customer) Quando un servizio ti chiede documento e dati personali… Base
Quando un servizio ti chiede documento e dati personali per verificare chi sei prima di lasciartelo usare.
KYC sta per Know Your Customer, “conosci il tuo cliente”. Prima di poterci comprare o scambiare bitcoin, un exchange ti chiede di dimostrare chi sei. Di solito serve molto più di un documento:
– dati anagrafici: nome, cognome, data e luogo di nascita, nazionalità; – codice fiscale; – indirizzo di residenza, a volte con una prova come una bolletta o un estratto conto; – documento d’identità (carta, passaporto o patente), fotografato fronte e retro; – selfie o un breve video, per dimostrare che sei una persona reale e che corrispondi al documento; – numero di telefono ed email; – spesso professione, reddito e origine dei fondi, cioè da dove arrivano i soldi che usi; – dati bancari o della carta con cui depositi.
A questi si aggiungono le informazioni tecniche raccolte in automatico: indirizzo IP, tipo di dispositivo, sistema operativo e browser. Alcuni servizi chiedono anche documenti aggiuntivi: prova della residenza, origine dei fondi e del patrimonio, a volte sotto forma di screenshot di estratti conto o di altre schermate dei dispositivi utilizzati per accedere ai servizi offerti. E soprattutto resta il collegamento tra la tua identità e i movimenti che fai: quando ritiri i fondi in autocustodia, gli indirizzi verso cui invii restano associati al tuo nome.
Tutti questi dati finiscono in archivi che possono essere venduti, rubati o usati per bloccare l’accesso ai tuoi fondi. Dal momento in cui compili il KYC la tua identità resta legata a ogni acquisto e movimento, per tutto il tempo in cui quei dati vengono conservati, spesso diversi anni anche dopo la chiusura del conto.
Vedi anche: Exchange, Custodia delegata (custodial), Autocustodia (self-custody).
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Lightning Network Un secondo livello costruito su Bitcoin per pagamenti rapidi,… Base
Un secondo livello costruito su Bitcoin per pagamenti rapidi, frequenti e a basso costo.
Il Lightning Network è una rete costruita sopra Bitcoin per rendere pratici i pagamenti piccoli e frequenti. Sul livello base ogni transazione deve entrare in un blocco, aspettare conferme e pagare una commissione: adatto a somme importanti, meno a pagare un caffè.
Lightning permette invece di scambiare valore molte volte senza scrivere ogni pagamento sulla blockchain, usando canali di pagamento aperti tra i partecipanti. I bitcoin restano garantiti dal livello base, ma i pagamenti avvengono sopra, in modo quasi istantaneo e con commissioni molto più basse. È pensato per l’uso quotidiano, non per sostituire il registro principale.
Vedi anche: Canale di pagamento, Nodo Lightning, On-chain e off-chain, Liquidità (Lightning), Satoshi (sat).
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Lightning Service Provider (LSP) Un fornitore che semplifica l'accesso a Lightning offrendo canali,… Intermedio
Un fornitore che semplifica l’accesso a Lightning offrendo canali, liquidità e altri servizi operativi a wallet e nodi.
Per inviare e ricevere su Lightning servono canali collegati alla rete e liquidità nella direzione corretta. Un LSP agisce come nodo di riferimento: può aprire un canale con l’utente, procurare liquidità in entrata e mantenere disponibile l’infrastruttura necessaria ai pagamenti. A seconda del wallet, può occuparsi anche della ricerca dei percorsi o di altre operazioni che altrimenti richiederebbero la gestione diretta di un nodo.
Usare un LSP non significa necessariamente consegnargli le chiavi. In un wallet self-custodial l’utente conserva il controllo dei bitcoin, mentre il fornitore gestisce una parte dell’operatività. Rimangono però una dipendenza dalla sua disponibilità, dalle sue commissioni e dalle sue regole, oltre alla possibilità che conosca informazioni sui pagamenti che serve.
Un LSP è quindi diverso sia da un servizio custodial, che controlla anche le chiavi, sia da un nodo Lightning gestito in piena autonomia. Nel primo caso viene delegata anche la custodia; nel secondo l’utente assume direttamente sia il controllo delle chiavi sia la gestione operativa.
Vedi anche: Lightning Network, Nodo Lightning, Canale di pagamento, Liquidità (Lightning), Non-custodial, Custodial, Routing (Lightning).
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Liquidità (Lightning) La quantità di sat che può muoversi in una… Intermedio
La quantità di sat che può muoversi in una certa direzione dentro un canale Lightning.
Ogni canale di pagamento Lightning ha una capacità totale fissa, ripartita tra le due estremità: una parte dei sat sta dalla tua parte, il resto dalla parte di chi è connesso con te. Un pagamento non fa altro che spostare sat da un lato all’altro. Da qui due tipi di liquidità:
– Liquidità in uscita: i sat che stanno dalla tua parte. È quanto puoi inviare. – Liquidità in entrata: i sat che stanno dall’altra parte. È quanto puoi ricevere, perché ricevere significa far scorrere sat verso di te, e serve che dall’altro lato ce ne siano.
Per questo può capitare di avere un wallet Lightning perfettamente funzionante e non riuscire comunque a ricevere un pagamento: se tutta la capacità del canale è già dalla tua parte, non hai liquidità in entrata e non c’è spazio perché altri sat arrivino, finché non ne apri o non ne sposti. È uno dei punti meno intuitivi rispetto a un conto bancario, dove il denaro sembra poter arrivare sempre.
Vedi anche: Canale di pagamento, Lightning Network, Satoshi (sat).
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Mempool La sala d'attesa delle transazioni valide non ancora incluse… Intermedio
La sala d’attesa delle transazioni valide non ancora incluse in un blocco.
Quando una transazione è stata trasmessa e verificata dai nodi ma non è ancora entrata in un blocco, resta in una zona di attesa chiamata mempool (da memory pool). È una memoria temporanea in cui i nodi tengono le transazioni valide in coda.
Molti strumenti le mostrano come “non confermate”: la rete le ha viste, ma nessun blocco le ha ancora incluse. I miner pescano da qui le transazioni da mettere nel blocco successivo, di solito partendo da quelle con la commissione più alta.
Vedi anche: Transazione, Broadcast (trasmissione), Commissione (transaction fee), Conferma, Miner.
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Merkle tree Una struttura che riassume tutte le transazioni di un… Avanzato
Una struttura che riassume tutte le transazioni di un blocco in una sola impronta.
Un Merkle tree (albero di Merkle) è un modo per riassumere molte transazioni in un’unica breve impronta, combinando gli hash delle transazioni a coppie fino ad arrivare a un solo valore, la Merkle root, inserita nell’intestazione del blocco.
Il vantaggio è che permette di dimostrare che una transazione è contenuta in un blocco senza dover scaricare tutte le altre. È la base su cui funziona la verifica semplificata dei pagamenti (SPV, Simplified Payment Verification), usata per esempio dai wallet leggeri che non conservano l’intera blockchain.
Vedi anche: Hash, Blockchain, SPV.
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Miner Chi impiega potenza di calcolo per produrre nuovi blocchi… Base
Chi impiega potenza di calcolo per produrre nuovi blocchi e proteggere la rete.
Un miner è un partecipante alla rete che si occupa del mining: raccoglie le transazioni, costruisce un blocco e spende calcolo per risolvere il proof-of-work. In cambio, se il blocco viene accettato, riceve i nuovi bitcoin emessi e le commissioni delle transazioni incluse.
Un miner non può imbrogliare: se costruisce un blocco che viola le regole, i nodi lo rifiutano e perde l’energia spesa per produrlo. Può scegliere quali transazioni includere, ma non può trasformare una transazione non valida in una valida.
Vedi anche: Mining, ASIC, Proof-of-work, Nodo (full node), Commissione (transaction fee).
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Mining Il processo con cui vengono prodotti nuovi blocchi e,… Base
Il processo con cui vengono prodotti nuovi blocchi e, con essi, nuovi bitcoin.
Il mining è l’attività con cui la rete aggiunge blocchi alla blockchain. Chi fa mining raccoglie le transazioni in attesa, le organizza in un blocco e impiega potenza di calcolo per risolvere il proof-of-work richiesto. Chi ci riesce per primo propone il blocco alla rete: se è valido, gli altri nodi lo accettano e chi l’ha prodotto riceve i nuovi bitcoin emessi e le commissioni.
Oggi questo lavoro non si fa con normali computer: richiede macchine dedicate, gli ASIC (Application-Specific Integrated Circuit), chip progettati per fare solo una cosa — calcolare gli hash di Bitcoin — e nient’altro. Hanno soppiantato CPU e schede grafiche perché sono enormemente più efficienti su quel singolo compito.
Non è “creare bitcoin dal nulla”: è un lavoro costoso in energia e hardware, ed è il modo con cui nuovi bitcoin entrano in circolazione a un ritmo prevedibile.
Vedi anche: Miner, ASIC, Proof-of-work, Block subsidy, Halving.
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Mining pool Un gruppo di miner che mette in comune la… Intermedio
Un gruppo di miner che mette in comune la potenza di calcolo e divide le ricompense in proporzione al lavoro svolto.
Un miner singolo, anche con macchine costose, troverebbe un blocco con una frequenza imprevedibile: potrebbero passare anni. Unendosi in una pool, i partecipanti lavorano allo stesso blocco e ricevono una quota regolare delle ricompense in base alla potenza che hanno contribuito. Trasforma una vincita rara e casuale in un’entrata prevedibile, e per questo la quasi totalità del mining oggi passa da una pool.
Il costo di questa organizzazione è la concentrazione: storicamente è la pool, non il singolo miner, a decidere quali transazioni entrano nel blocco. Poche pool che raccolgono gran parte dell’hashrate sono il punto in cui la censura delle transazioni diventa più immaginabile. Due cose lo contengono: i miner possono cambiare pool in qualsiasi momento, e protocolli come Stratum V2 permettono al singolo miner di comporre da sé il blocco su cui lavora.
Vedi anche: Mining, Miner, Hashrate, Decentralizzazione, Attacco 51%.
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Moneta fiduciaria (fiat) Denaro il cui valore non deriva da una scarsità… Base
Denaro il cui valore non deriva da una scarsità propria, ma dalla fiducia in chi lo emette.
La moneta fiduciaria — spesso chiamata fiat, dal latino “sia fatto” — è il denaro che usiamo ogni giorno: euro, dollari e le altre valute statali. Non è coperta da oro né da altro: il suo valore si regge sulla fiducia nell’autorità che la emette e sull’obbligo di legge di accettarla.
Chi la emette può crearne di nuova, e la quantità in circolazione cambia nel tempo secondo le decisioni delle banche centrali e del sistema bancario. È la differenza principale con Bitcoin, la cui quantità è fissata dalle regole del protocollo e non dipende da nessuna autorità.
Vedi anche: Scarsità (21 milioni).
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Multi-sig (multifirma) Un wallet che richiede più firme per spendere, invece… Intermedio
Un wallet che richiede più firme per spendere, invece di una sola chiave.
Multi-sig, da multi-signature (multifirma), è una configurazione in cui per spendere i fondi non basta una chiave privata, ma ne servono più d’una: per esempio 2 firme su 3 chiavi disponibili. Le chiavi possono stare su dispositivi o in luoghi diversi, anche in mani di persone diverse.
Questo riduce i punti singoli di fallimento: se una chiave viene persa o rubata, i fondi restano al sicuro, perché da sola non basta. È usato per custodire somme importanti o per gestioni condivise, al costo di una maggiore complessità.
Vedi anche: Chiave privata e chiave pubblica, Autocustodia (self-custody), Hardware wallet, Seed phrase.
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Nodo (full node) Un computer che conserva l'intera blockchain e verifica da… Base
Un computer che conserva l’intera blockchain e verifica da sé ogni transazione e blocco.
Un nodo completo (full node) è un computer che esegue il software di Bitcoin, conserva l’intera storia della blockchain e controlla in autonomia che ogni transazione e ogni blocco rispettino le regole.
Esistono migliaia di nodi indipendenti nel mondo, ed è questa moltitudine a rendere Bitcoin decentralizzato: nessuno può imporre regole diverse senza che i nodi le rifiutino.
Avere un nodo proprio dà vantaggi concreti:
– Privacy sui tuoi fondi: colleghi il tuo Wallet al tuo nodo invece che ai server di terzi. Così controlli saldo e transazioni interrogando solo la tua copia della blockchain, senza rivelare a nessuno quali indirizzi ti appartengono. – Verifica senza fidarti: non chiedi a un servizio esterno se una transazione è confermata o se un blocco è valido — lo stabilisce il tuo nodo, applicando da sé le regole. – Anonimato di rete con Tor: puoi far girare il nodo dietro Tor, così non esponi il tuo indirizzo IP e la tua posizione mentre usi la rete. – Voce sulle regole: scegliendo quale software far girare decidi quali regole il tuo nodo fa rispettare. Un cambiamento delle regole passa solo se la maggioranza dei nodi lo adotta: è così che, di fatto, un nodo “vota” le regole della rete.
Da non confondere con il nodo Lightning, che è un’altra cosa: non convalida la blockchain, ma opera sul secondo livello (Lightning Network), aprendo e gestendo canali di pagamento. Di solito un nodo Lightning si appoggia a un nodo Bitcoin completo, che gli fa da riferimento sulla catena principale. Quando in questo glossario si parla di “nodo” senza altra indicazione, si intende il full node di Bitcoin.
Vedi anche: Nodo Lightning, Decentralizzazione, Wallet, Lightning Network, Blockchain, Proof-of-work, Transazione, Scarsità (21 milioni).
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Nodo Lightning Il software che gestisce i canali di pagamento sul… Avanzato
Il software che opera sul secondo livello di Bitcoin, aprendo e gestendo i canali di pagamento.
Un nodo Lightning non convalida la blockchain: quello è il compito del full node di Bitcoin. Lavora sul livello superiore (Lightning Network), dove il suo compito è aprire e chiudere canali di pagamento, gestire la liquidità e instradare i pagamenti verso la destinazione. Di solito si appoggia a un nodo Bitcoin completo, che gli fa da riferimento sulla catena principale per aprire e chiudere i canali con transazioni on-chain.
Gestire un nodo Lightning comporta responsabilità che un full node non ha. Deve restare in linea per ricevere pagamenti e reagire a chi provasse a chiudere un canale in modo scorretto — un compito che si può delegare a un Watchtower. Vanno curati i backup dello stato dei canali, perché ripristinare un nodo Lightning è più delicato che ripristinare un wallet on-chain: un backup vecchio può far perdere fondi. È l’infrastruttura che serve a chi vuole usare Lightning in piena autonomia, senza affidarsi a un servizio custodial.
Vedi anche: Lightning Network, Canale di pagamento, Liquidità (Lightning), Watchtower, Nodo (full node).
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Non-custodial Aggettivo per un wallet che genera e ti consegna… Base
Aggettivo per un wallet che genera e ti consegna le chiavi, così le controlli tu.
Non-custodial descrive un wallet che genera le chiavi private sul tuo dispositivo e te le consegna, di solito attraverso la Seed phrase. Sei tu a controllarle: è la condizione dell’Autocustodia (self-custody).
Nessuno può bloccare o muovere i tuoi fondi al posto tuo, ma nessuno può recuperarli se perdi le chiavi. Con un wallet non-custodial il controllo è tuo, e con esso la responsabilità di conservare bene la seed phrase. È il contrario di Custodial.
Vedi anche: Autocustodia (self-custody), Custodial, Wallet, Seed phrase.
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Nonce Il numero che i miner cambiano di continuo per… Avanzato
Il numero che i miner cambiano di continuo per cercare un blocco valido.
Il nonce (da number used once) è un piccolo campo dell’intestazione di un blocco che i miner modificano ripetutamente durante il mining. L’obiettivo è ottenere un hash del blocco che rispetti la difficoltà richiesta dal proof-of-work.
Non esiste una scorciatoia: bisogna provare un enorme numero di nonce, uno dopo l’altro, finché non se ne trova uno che funziona. È questo tentare-e-riprovare che consuma calcolo ed energia, e che rende costoso produrre un blocco valido.
Vedi anche: Proof-of-work, Mining, Hash.
O
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On-chain e off-chain On-chain è ciò che è registrato sulla blockchain; off-chain… Base
On-chain è ciò che è registrato sulla blockchain; off-chain avviene sopra di essa, come su Lightning.
On-chain indica tutto ciò che viene scritto direttamente sulla blockchain di Bitcoin: una transazione on-chain è pubblica, resta consultabile per sempre e va confermata dai blocchi, pagando le relative commissioni. Off-chain indica invece i pagamenti che avvengono sopra il livello base — come su Lightning — senza finire uno per uno sulla blockchain: sono più rapidi, costano meno e non lasciano una traccia pubblica di ogni singolo pagamento.
Off-chain però non vuol dire fuori da Bitcoin. La sicurezza resta ancorata alla catena: alla base di ogni canale ci sono bitcoin bloccati on-chain con transazioni reali, e le regole permettono in ogni momento di riportare il saldo sul livello base. Il secondo livello serve a muovere i pagamenti; è sempre la blockchain a garantirne il valore.
Vedi anche: Lightning Network, Canale di pagamento, Blockchain, Transazione.
P
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Passphrase Una parola o frase aggiuntiva che, combinata con la… Avanzato
Una parola o frase aggiuntiva che, combinata con la seed phrase, genera un wallet completamente diverso.
Chiamata anche “venticinquesima parola”, la passphrase si aggiunge alla seed phrase e produce un wallet distinto, con indirizzi e fondi propri. Cambiando anche un solo carattere si ottiene un wallet diverso ancora. La conseguenza utile è che chi trovasse le tue 12 o 24 parole scritte su carta non arriverebbe ai fondi protetti dalla passphrase: vedrebbe soltanto il wallet generato dal seed da solo.
Il rischio è esattamente speculare, e va compreso prima di usarla. Non esiste alcun recupero: dimenticare la passphrase significa perdere i fondi, senza eccezioni. Non esiste nemmeno una verifica, perché una passphrase sbagliata non dà errore — apre semplicemente un altro wallet, vuoto, e chi non lo sa può credere di aver perso tutto. Ha senso solo se la conservi con la stessa cura del seed, in un posto diverso, e se hai provato il recupero completo prima di depositarvi somme importanti.
Vedi anche: Seed phrase, Wallet, Autocustodia (self-custody), Hardware wallet, Hot wallet e cold wallet.
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Payjoin Un pagamento in cui anche il destinatario mette un… Avanzato
Un pagamento in cui anche il destinatario mette un proprio UTXO fra gli input, così che la transazione sembri normale ma non riveli né l’importo pagato né a chi appartengono gli input.
In un pagamento ordinario tutti gli input appartengono a chi paga. Nel payjoin il destinatario aggiunge un UTXO suo e lo riceve indietro in output, insieme all’importo pagato. Chi analizza la transazione applica la regola secondo cui gli input spesi insieme appartengono alla stessa persona, e sbaglia: gli input sono di due persone diverse. Anche l’importo sfugge, perché il pagamento reale non corrisponde a nessun output ma alla differenza fra quanto il destinatario riceve e quanto ha messo in ingresso.
È in sostanza un piccolo coinjoin fra due persone, ma a differenza di un Coinjoin a prima vista non si distingue da una normale transazione. È noto anche come P2EP (pay-to-end-point) e, in alcune implementazioni, come Stowaway.
Il limite è che il pagamento va costruito insieme: se il destinatario, per esempio un commerciante, non supporta il payjoin, chi paga non può usarlo.
Vedi anche: Coinjoin, Chain analysis, Coin control, UTXO, Transazione.
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Peer-to-peer (P2P) Uno scambio diretto tra partecipanti alla pari, senza passare… Base
Uno scambio diretto tra partecipanti alla pari, senza passare da un intermediario centrale.
Peer-to-peer, spesso abbreviato in P2P, significa “da pari a pari”: i partecipanti a una rete comunicano direttamente tra loro, senza un server centrale che faccia da tramite. Bitcoin è nato proprio come sistema di contante elettronico peer-to-peer, come dice il titolo del suo whitepaper.
Esistono piattaforme e protocolli decentralizzati pensati per facilitare questi scambi diretti. Un’altra via è l’incontro di persona, che capita spesso agli incontri e alle conferenze Bitcoin: due persone si accordano e si scambiano bitcoin contro contanti, sul posto e senza intermediari.
Vedi anche: Nodo (full node), Whitepaper, Transazione, Decentralizzazione.
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Problema dei generali bizantini Il problema di far accordare partecipanti distanti che non… Avanzato
Il problema di far accordare partecipanti distanti che non possono fidarsi l’uno dell’altro, a cui Bitcoin dà una risposta pratica.
Formulato nel 1982 nell’informatica teorica, si racconta così: più generali assediano una città, comunicano solo attraverso messaggeri, e devono decidere insieme se attaccare o ritirarsi — se agiscono in ordine sparso perdono. Alcuni di loro però sono traditori e mandano messaggi contraddittori a destinatari diversi, e i messaggeri stessi possono perdersi o essere intercettati. La domanda è se esista una procedura che permetta ai generali leali di arrivare comunque alla stessa decisione.
È la versione astratta del problema che deve affrontare qualunque sistema distribuito senza autorità centrale: mettersi d’accordo su una sola verità quando una parte dei partecipanti mente e nessuno può verificare direttamente cosa sappiano gli altri. Applicato al denaro digitale, è il motivo per cui prima di Bitcoin serviva sempre un’entità fidata che tenesse il registro: senza, nulla impediva di raccontare a due persone diverse due storie incompatibili sugli stessi fondi.
La risposta di Bitcoin non consiste nell’individuare chi è onesto, cosa che resta impossibile. Consiste nel rendere costoso mentire: con il proof-of-work, proporre una versione della storia richiede di spendere energia, e la versione che tutti riconoscono è quella su cui si è accumulato più lavoro. L’accordo smette di essere una questione di fiducia e diventa una questione di costo — ed è ciò che permette a due sconosciuti di scambiarsi valore senza che nessuno faccia da garante.
Vedi anche: Consenso, Proof-of-work, Decentralizzazione, Doppia spesa (double spend), Nodo (full node), Peer-to-peer (P2P).
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Proof-of-work Il lavoro di calcolo che protegge Bitcoin e rende… Intermedio
Il lavoro di calcolo che protegge Bitcoin e rende costoso alterare la sua storia.
La proof-of-work, “prova di lavoro”, è il meccanismo con cui i blocchi vengono aggiunti alla blockchain. Per produrre un blocco valido, i miner devono spendere una grande quantità di calcolo — e quindi di energia — cercando un risultato che rispetti le regole della rete. Trovarlo è difficile, ma verificarlo è immediato per chiunque.
Questo lavoro rende molto costoso riscrivere la storia delle transazioni: più blocchi si accumulano, più diventa impraticabile modificarne uno passato. È la base della sicurezza di Bitcoin.
Vedi anche: Mining, Miner, Blockchain, Conferma.
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PSBT Il formato standard che permette di far firmare una… Avanzato
Il formato standard che permette di far firmare una stessa transazione a più dispositivi o più persone.
PSBT sta per Partially Signed Bitcoin Transaction, transazione Bitcoin parzialmente firmata. È un formato che descrive una transazione già costruita ma non ancora completa, insieme a tutte le informazioni che servono per firmarla. Il flusso tipico: un wallet che conosce i tuoi indirizzi ma non le tue chiavi prepara la transazione, la passa a un hardware wallet che la firma senza mai esporre le chiavi, e la restituisce firmata per l’invio alla rete.
La sua utilità sta nell’essere uno standard condiviso. Un wallet multi-sig può raccogliere le firme di dispositivi di produttori diversi, e le impostazioni air-gapped — in cui il firmatario non tocca mai internet e la transazione viaggia su QR code o scheda SD — funzionano proprio perché tutti parlano lo stesso formato. Senza, ogni combinazione di dispositivi richiederebbe il suo software dedicato.
Vedi anche: Multi-sig (multifirma), Hardware wallet, Firma digitale, Transazione, BIP (Bitcoin Improvement Proposal).
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RBF (Replace-By-Fee) Una funzione che permette di sostituire una transazione non… Avanzato
Una funzione che permette di sostituire una transazione non confermata alzandone la commissione.
RBF sta per Replace-By-Fee, sostituzione tramite commissione. Se hai inviato una transazione con una commissione troppo bassa e resta ferma nella mempool, RBF permette di rimpiazzarla con una nuova versione che paga di più, così da farla confermare prima. È utile quando la rete è congestionata.
Per chi riceve comporta una cautela: una transazione non confermata che usa RBF può ancora essere sostituita, quindi per importi rilevanti conviene attendere almeno una conferma prima di considerarla definitiva.
Vedi anche: Commissione (transaction fee), Mempool, Conferma, Transazione.
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Resto (change) La parte di un UTXO speso che torna a… Intermedio
La parte di un UTXO speso che torna a te, perché valeva più dell’importo che stavi pagando.
Un UTXO va speso per intero: non si può usarne metà. Se ne possiedi uno da 0,05 bitcoin e devi pagarne 0,02, la transazione avrà due destinazioni — 0,02 a chi stai pagando e il resto, meno la commissione, a un indirizzo che è tuo. Il wallet lo genera da solo, in silenzio, e lo controlla con la stessa seed phrase di tutto il resto: è denaro tuo anche se quell’indirizzo non l’hai mai visto.
Questo spiega una cosa che sorprende chi guarda per la prima volta la propria transazione su un block explorer: sembra che tu abbia mosso molto più di quanto hai pagato. Quella cifra in più è il resto che rientra. Il resto è anche il motivo per cui il numero di UTXO in un wallet cresce con l’uso, e per cui vale la pena capire il coin control: ogni pagamento ne lascia indietro uno nuovo.
Vedi anche: UTXO, Transazione, Indirizzo, Commissione (transaction fee), Coin control.
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Routing (Lightning) Il modo in cui un pagamento Lightning trova un… Avanzato
Il modo in cui un pagamento Lightning trova un percorso di canali che lo porti fino al destinatario.
Per pagare qualcuno su Lightning non serve avere un canale diretto con lui. Il pagamento attraversa una catena di canali già esistenti, saltando da un nodo all’altro fino a destinazione. È il mittente a calcolare il percorso, sulla base della mappa pubblica dei canali, e a impacchettare le istruzioni in strati sovrapposti: ogni nodo del percorso apre solo il proprio strato e conosce da chi ha ricevuto e a chi deve passare il pagamento, senza sapere né chi lo ha originato né dove sia diretto.
Il percorso riesce solo se ogni canale attraversato ha liquidità sufficiente nella direzione giusta, cosa che il mittente non può conoscere in anticipo: per questo un pagamento può fallire e il wallet riprova con altre strade, di solito senza che l’utente se ne accorga. I nodi intermedi trattengono una piccola commissione per il servizio, in genere pochi sat. Un tentativo fallito non mette a rischio i fondi, perché finché il pagamento non si completa nessun impegno diventa definitivo.
Vedi anche: Lightning Network, Canale di pagamento, Liquidità (Lightning), Nodo Lightning, HTLC (Hash Time Locked Contract).
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Sat Abbreviazione di satoshi, la più piccola unità di bitcoin. Base
Abbreviazione di satoshi, la più piccola unità di bitcoin.
Sat è l’abbreviazione comune di satoshi, la più piccola unità di bitcoin registrabile sulla rete: un bitcoin equivale a 100.000.000 di sat.
È la forma usata ogni giorno nei wallet e nei pagamenti, soprattutto su Lightning: importi come “1.000 sat” o “50.000 sat” sono più immediati delle frazioni decimali di bitcoin. Il valore è lo stesso: cambia solo l’unità con cui lo si esprime.
Vedi anche: Satoshi (sat), Lightning Network.
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sat/vB (fee rate) L'unità con cui si misura il prezzo di una… Avanzato
L’unità con cui si misura il prezzo di una transazione: satoshi per unità di spazio occupato nel blocco.
In Bitcoin non si paga in proporzione all’importo trasferito, ma allo spazio che la transazione occupa. Spostare un milione di euro in bitcoin o venti euro costa uguale, se le due transazioni pesano uguale. L’unità di misura è il virtual byte, che tiene conto dello sconto introdotto da SegWit sulla parte contenente le firme, e la commissione totale è semplicemente la fee rate moltiplicata per la dimensione.
Ciò che fa la dimensione è soprattutto il numero di UTXO che stai spendendo: un pagamento che ne mette insieme quindici piccoli pesa molto più di uno che ne usa uno solo, e costa di conseguenza. La fee rate da scegliere dipende invece da quanto è affollata la mempool e da quanta fretta hai: se non è urgente, aspettare un fine settimana tranquillo può cambiare il costo di parecchie volte.
Vedi anche: Commissione (transaction fee), Mempool, UTXO, Sat, SegWit, Coin control.
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Satoshi (sat) La più piccola unità di bitcoin: un bitcoin equivale… Base
La più piccola unità di bitcoin: un bitcoin equivale a 100 milioni di satoshi.
Un bitcoin si può dividere in unità molto più piccole. La più piccola registrabile sulla rete si chiama satoshi, spesso abbreviata in sat: un bitcoin equivale a 100.000.000 di satoshi.
Per pagamenti quotidiani, piccoli importi o donazioni è più pratico ragionare in satoshi che in frazioni di bitcoin: dire “1.000 sat” è più semplice di “0,00001000 bitcoin”, anche se il valore è lo stesso. Il nome è un omaggio a Satoshi Nakamoto, l’autore di Bitcoin.
Vedi anche: Satoshi Nakamoto, Transazione.
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Satoshi Nakamoto Lo pseudonimo di chi ha creato Bitcoin, di cui… Base
Lo pseudonimo di chi ha creato Bitcoin, di cui non si conosce l’identità reale.
Satoshi Nakamoto è il nome con cui si firma la persona, o il gruppo, che ha ideato Bitcoin: ha pubblicato il whitepaper nel 2008, avviato la rete nel 2009 e collaborato ai primi anni di sviluppo, per poi ritirarsi senza rivelare la propria identità. Non si sa chi sia, e i bitcoin che avrebbe estratto agli inizi non risultano essere mai stati mossi.
L’assenza di un fondatore riconoscibile è coerente con il progetto: nessuna persona o autorità rappresenta o guida Bitcoin, che va avanti grazie ai nodi e agli sviluppatori che ne mantengono il codice.
Vedi anche: Whitepaper, Genesis block, Nodo (full node).
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Scarsità (21 milioni) Il limite fisso di 21 milioni di bitcoin che… Base
Il limite fisso di 21 milioni di bitcoin che nessuno può cambiare né superare.
Bitcoin ha una quantità massima definita dalle sue regole: non esisteranno mai più di 21 milioni di bitcoin. I nuovi bitcoin vengono emessi a un ritmo prestabilito e decrescente, fino ad azzerarsi. Nessuna autorità può decidere di crearne di più, come invece accade con la moneta fiduciaria.
Questa scarsità è verificabile: chiunque, con un nodo, può controllare da sé quanti bitcoin esistono e come vengono emessi. È una delle proprietà che distinguono Bitcoin dal denaro statale, la cui quantità non ha un tetto.
Vedi anche: Halving, Moneta fiduciaria (fiat).
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Script Il linguaggio con cui ogni transazione definisce le condizioni… Avanzato
Il linguaggio con cui ogni transazione definisce le condizioni per spendere i bitcoin che trasferisce.
Quando ricevi bitcoin, quei fondi non vengono associati al tuo nome ma a un piccolo programma che stabilisce a quali condizioni potranno essere spesi. Per spenderli occorre fornire i dati che soddisfano quel programma, e ogni nodo li esegue per verificare che tornino. Nel caso più comune la condizione è una sola — dimostrare con una firma di possedere la chiave privata corrispondente — ma lo stesso meccanismo permette di richiedere più firme, oppure di rendere i fondi spendibili solo dopo una certa data.
Il linguaggio è volutamente limitato: non ha cicli e non può eseguire calcoli arbitrari. È una scelta di progetto, non una mancanza. Ogni nodo del mondo deve poter verificare ogni transazione in fretta e con un costo prevedibile, e un linguaggio più potente renderebbe impossibile garantirlo.
Vedi anche: Transazione, UTXO, Firma digitale, Multi-sig (multifirma), Taproot, Nodo (full node).
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Seed phrase La sequenza di 12 o 24 parole che permette… Base
La sequenza di 12 o 24 parole che permette di recuperare un wallet e i bitcoin che custodisce.
È allo stesso tempo il backup e la chiave d’accesso ai fondi: con quelle parole puoi recuperare i tuoi bitcoin su qualsiasi wallet compatibile, anche se perdi o rompi il dispositivo che usavi. Per lo stesso motivo, chiunque ottenga la tua seed phrase può prendere il controllo dei tuoi fondi.
Va conservata offline e mai fotografata, salvata in cloud, digitata su siti o comunicata a presunte assistenze. Non è una password che si può reimpostare: se la perdi, perdi l’accesso ai bitcoin; se la esponi, li perdi. Abbine cura.
Vedi anche: Wallet, Chiave privata e chiave pubblica, Autocustodia (self-custody).
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SegWit Un aggiornamento di Bitcoin del 2017 che ha riorganizzato… Avanzato
Un aggiornamento di Bitcoin del 2017 che ha riorganizzato le transazioni liberando spazio nei blocchi.
SegWit, da Segregated Witness (testimone separato), è un aggiornamento del protocollo attivato nel 2017. Sposta la parte della transazione che contiene la firma (il “testimone”) in una sezione separata, il che permette di far stare più transazioni in un blocco e risolve alcuni problemi tecnici.
Ha anche reso possibili miglioramenti successivi, come indirizzi più efficienti e le fondamenta per il Lightning Network. Per chi usa Bitcoin oggi, gli effetti pratici sono transazioni un po’ più economiche e indirizzi in formato nuovo.
Vedi anche: Transazione, Commissione (transaction fee), Lightning Network.
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Soft fork e hard fork I due modi in cui possono cambiare le regole… Intermedio
I due modi in cui possono cambiare le regole di Bitcoin: restringendole o modificandole in modo incompatibile.
Un soft fork restringe le regole: quello che era valido prima e resta valido dopo continua a esserlo, e i nodi che non si aggiornano accettano ancora i blocchi nuovi, anche se non ne comprendono le funzioni aggiuntive. Un hard fork invece rende valido qualcosa che prima non lo era: i nodi non aggiornati rifiutano quei blocchi, e la rete si dividerebbe in due catene separate. Per questo aggiornamenti come SegWit nel 2017 e Taproot nel 2021 sono stati attivati come soft fork. Un hard fork si è verificato per errore durante il passaggio di Bitcoin Core dalla versione 0.7 alla 0.8, a causa di un limite del database usato per memorizzare i blocchi.
Nessuno può imporre un cambiamento dall’alto. Chi scrive il codice può proporre, i miner possono segnalare il loro sostegno, ma sono i nodi degli utenti a decidere quali regole applicare rifiutando ciò che non le rispetta. È la ragione per cui vincoli come il limite dei 21 milioni non sono difficili da cambiare per una questione tecnica, ma perché richiederebbero che una quantità enorme di persone indipendenti scegliesse volontariamente di farlo.
Vedi anche: Consenso, Nodo (full node), SegWit, Taproot, Scarsità (21 milioni).
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Splicing Un'operazione on-chain che modifica la capacità di un canale… Intermedio
Un’operazione on-chain che modifica la capacità di un canale Lightning senza doverlo prima chiudere e sostituire con un nuovo canale.
Con uno splice-in vengono aggiunti bitcoin al canale e la sua capacità aumenta. Con uno splice-out una parte dei bitcoin viene invece trasferita dal canale a un output on-chain, riducendone la capacità. Le due parti cooperano per spendere l’output che finanzia il canale e sostituirlo con uno nuovo che rappresenta la capacità aggiornata.
Lo splicing semplifica la gestione perché conserva il rapporto tra i due nodi senza imporre una chiusura seguita dall’apertura di un altro canale. Non è però un semplice aggiornamento off-chain: richiede una transazione sulla blockchain e comporta la relativa commissione ai miner.
Vedi anche: Canale di pagamento, Liquidità (Lightning), On-chain e off-chain, Chiusura di un canale, UTXO, Commissione (transaction fee).
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SPV Un metodo per verificare le proprie transazioni senza scaricare… Avanzato
Un metodo per verificare le proprie transazioni senza scaricare l’intera blockchain.
SPV, da Simplified Payment Verification (verifica di pagamento semplificata), è il metodo con cui un wallet leggero può controllare che le proprie transazioni siano incluse in un blocco senza conservare tutta la blockchain. Invece di scaricare ogni transazione, scarica solo le intestazioni dei blocchi e chiede una prova, basata sul Merkle tree, che la sua transazione è contenuta in un certo blocco.
È comodo su dispositivi con poca memoria, ma offre meno indipendenza di un nodo completo, perché si affida ad altri per una parte della verifica.
Vedi anche: Merkle tree, Nodo (full node), Blockchain, Conferma.
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Swap Lightning Uno scambio che sposta bitcoin tra il livello base… Intermedio
Uno scambio che sposta bitcoin tra il livello base e Lightning collegando un pagamento on-chain a uno off-chain.
Uno swap permette di trasferire valore da on-chain a Lightning oppure nella direzione opposta senza trasformare i bitcoin in una moneta diversa. Una parte dell’operazione avviene sulla blockchain e l’altra attraverso Lightning. In uno swap atomico le due parti sono legate da condizioni crittografiche: il servizio può incassare soltanto se esegue il pagamento corrispondente; se l’operazione non si completa, i fondi on-chain possono essere recuperati secondo le condizioni e i tempi previsti.
Poiché una delle due parti è on-chain, lo swap richiede una transazione sulla blockchain e paga la relativa commissione ai miner. Può aggiungersi anche una commissione del servizio. Lo swap non elimina quindi i costi del livello base: permette di sostenerli una volta per spostare fondi tra i due livelli, invece di pagare una transazione on-chain per ogni pagamento successivo.
Uno swap atomico non va confuso con un deposito presso un intermediario. Nel deposito il servizio riceve i bitcoin e promette di accreditare un saldo; nello swap le condizioni collegano i due trasferimenti e prevedono un rimborso se lo scambio non si completa. Prima di confermare bisogna controllare importo ricevuto, commissioni complessive, tempi e procedura di rimborso.
Vedi anche: Lightning Network, On-chain e off-chain, Canale di pagamento, HTLC (Hash Time Locked Contract), Commissione (transaction fee).
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Taproot L'aggiornamento del 2021 che ha reso le transazioni complesse… Avanzato
L’aggiornamento del 2021 che ha reso le transazioni complesse più economiche e indistinguibili da quelle semplici.
Taproot è stato attivato nel novembre 2021 come soft fork. Introduce un nuovo tipo di firma, chiamata Schnorr, che permette di combinare più firme in una sola: un wallet multi-sig che spende con Taproot può apparire sulla blockchain esattamente come un normale pagamento da una sola chiave. Inoltre, quando una transazione prevede più condizioni di spesa alternative, solo quella effettivamente usata viene resa pubblica; le altre restano invisibili.
Gli effetti pratici sono due. Il primo è la privacy: sulla blockchain, che è pubblica e consultabile da chiunque, le impostazioni di custodia di una persona smettono di essere leggibili a colpo d’occhio. Il secondo è il costo: firme aggregate e condizioni non rivelate significano transazioni più piccole, quindi commissioni più basse per chi usa multi-sig o Lightning.
Vedi anche: SegWit, Soft fork e hard fork, Firma digitale, Multi-sig (multifirma), Script, Formati di indirizzo.
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Timechain Un altro nome per la blockchain di Bitcoin, che… Intermedio
Un altro nome per la blockchain di Bitcoin, che mette in primo piano l’ordine dei blocchi nel tempo.
Bitcoin viene di solito descritto come una blockchain. Alcuni preferiscono chiamarla timechain: una catena di blocchi di transazioni ordinati nel tempo e protetta dal proof-of-work. Il termine mette l’accento sull’ordine cronologico e verificabile degli eventi, e aiuta a distinguere Bitcoin dall’uso generico della parola “blockchain”, oggi applicata a progetti crypto molto diversi.
È lo stesso oggetto della blockchain: cambia il nome e ciò che si vuole sottolineare, non la cosa. Nei testi divulgativi resta più comune “blockchain”; “timechain” è una scelta consapevole di parte della cultura Bitcoin-only.
Vedi anche: Blockchain, Proof-of-work, Transazione.
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Timelock Una condizione che impedisce di spendere dei bitcoin prima… Avanzato
Una condizione che impedisce di spendere dei bitcoin prima di un certo momento.
Il momento può essere indicato in due modi: una data, oppure un’altezza della catena — “non prima del blocco numero tale”. Esistono inoltre timelock assoluti, che fissano un istante preciso, e timelock relativi, che contano a partire da quando i fondi sono stati ricevuti: “non prima che siano passati mille blocchi da allora”. In tutti i casi il vincolo non è un’impostazione del wallet ma una regola scritta nella transazione, che ogni nodo verifica e fa rispettare.
Sono il mattone di quasi tutto ciò che in Bitcoin richiede una scadenza. Su Lightning stabiliscono entro quando un pagamento in transito deve completarsi e quanto tempo si ha per contestare una chiusura scorretta di un canale. Fuori da Lightning permettono di costruire eredità digitali che si sbloccano dopo un periodo di inattività, o depositi che impongono un’attesa prima di poter essere prelevati.
Vedi anche: Script, HTLC (Hash Time Locked Contract), Canale di pagamento, Watchtower, Transazione, Blocco.
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Transazione L'operazione con cui dei bitcoin vengono spostati da chi… Base
L’operazione con cui dei bitcoin vengono spostati da chi li controlla a un altro destinatario.
Una transazione Bitcoin è un messaggio, firmato con la chiave privata di chi spende, che indica quali fondi muovere e verso quale indirizzo. Non sposta oggetti da un contenitore a un altro: è una prova che viene trasmessa alla rete, dove i nodi la controllano e, se è valida, la diffondono.
La transazione resta in attesa finché un miner non la include in un blocco; da quel momento riceve le sue conferme. A differenza di un bonifico, nessun intermediario decide se accettarla: la rete verifica firma e regole.
Vedi anche: Chiave privata e chiave pubblica, Broadcast (trasmissione), Conferma, Mempool, Commissione (transaction fee).
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Transazione coinbase La prima transazione di ogni blocco, quella con cui… Intermedio
La prima transazione di ogni blocco, quella con cui il miner incassa i nuovi bitcoin e le commissioni.
È l’unica transazione di Bitcoin che non ha una provenienza: tutte le altre spendono fondi ricevuti prima, questa crea bitcoin dal nulla. Può farlo solo entro il limite che il protocollo stabilisce per quel blocco — il block subsidy, che si dimezza a ogni halving — a cui si sommano le commissioni delle transazioni incluse. Ogni nodo verifica che il miner non si sia auto-assegnato un sat più del dovuto, e rifiuta il blocco se accade.
I bitcoin così emessi non sono spendibili subito: servono cento blocchi, circa un giorno, prima che maturino. È una precauzione contro il caso in cui il blocco finisca fuori dalla catena principale. La transazione coinbase contiene inoltre un piccolo spazio libero in cui il miner può scrivere ciò che vuole: è lì che Satoshi Nakamoto, nel blocco iniziale, inserì il titolo del Times sul salvataggio delle banche. Da non confondere con l’exchange che porta lo stesso nome, con cui non ha alcun rapporto.
Vedi anche: Blocco, Block subsidy, Miner, Commissione (transaction fee), Genesis block, Blocco orfano e riorganizzazione.
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TXID L'identificativo unico di una transazione, la stringa con cui… Avanzato
L’identificativo unico di una transazione, la stringa con cui la si ritrova sulla blockchain.
Il TXID è una sequenza di 64 caratteri fra cifre e lettere che il wallet mostra subito dopo un invio. Non è un codice assegnato da qualcuno: si ottiene applicando una funzione di hash al contenuto stesso della transazione, quindi due transazioni diverse hanno per forza TXID diversi. Incollandolo in un block explorer si vede in che stato si trova: ancora in mempool, in quale blocco è finita, quante conferme ha accumulato, quanto ha pagato di commissione.
Da questo modo di generarlo discende una conseguenza che disorienta chi la incontra la prima volta: se la transazione cambia anche di pochissimo, il TXID cambia del tutto. Quando si alza la commissione con il RBF, la nuova transazione ha un TXID nuovo, e cercando il vecchio non si trova più nulla. Non è denaro sparito — è la transazione precedente che è stata sostituita.
Vedi anche: Transazione, Hash, Conferma, RBF (Replace-By-Fee), Block explorer.
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UTXO Un pezzo di bitcoin ricevuto e non ancora speso,… Intermedio
Un pezzo di bitcoin ricevuto e non ancora speso, che il tuo wallet può usare.
UTXO sta per Unspent Transaction Output, output di transazione non speso. I bitcoin non sono conservati come un unico saldo, ma come tanti “pezzi” separati, ciascuno ricevuto da una transazione precedente e non ancora speso. Il tuo wallet controlla un insieme di UTXO e ne somma il valore per mostrarti il saldo.
Quando paghi, il wallet sceglie uno o più UTXO da spendere; se valgono più dell’importo, crea un resto che torna a un tuo indirizzo. È un po’ come pagare con monete e banconote di tagli diversi, invece che con un conto a saldo unico.
Vedi anche: Transazione, Wallet, Indirizzo.
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Wallet Lo strumento con cui gestisci chiavi e indirizzi e… Base
Lo strumento con cui gestisci chiavi e indirizzi e usi Bitcoin; non contiene bitcoin.
La parola può confondere, perché richiama un portafoglio pieno di banconote. Un wallet Bitcoin non contiene bitcoin: gestisce le chiavi e rende Bitcoin utilizzabile, mostrando il saldo, generando indirizzi e firmando le transazioni. I bitcoin restano registrati sulla rete come fondi spendibili da chi può produrre la firma corretta; il wallet è l’interfaccia con cui eserciti quel controllo.
La differenza sta in chi tiene le chiavi. Un wallet che le genera sul tuo dispositivo e te le consegna (non custodial) ti dà l’Autocustodia (self-custody); uno che le tiene per te (custodial) ti fa dipendere da un intermediario.
Vedi anche: Chiave privata e chiave pubblica, Seed phrase, Autocustodia (self-custody), Custodia delegata (custodial), Hardware wallet.
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Wallet HD e derivazione Il sistema che permette a un unico seed di… Intermedio
Il sistema che permette a un unico seed di generare in modo ordinato tutte le chiavi e gli indirizzi di un wallet.
HD sta per hierarchical deterministic, deterministico gerarchico. Prima che esistesse, ogni chiave di un wallet era casuale e indipendente dalle altre: ogni nuovo indirizzo richiedeva un nuovo backup, e chi se ne dimenticava perdeva i fondi. Con un wallet HD tutte le chiavi discendono matematicamente dal seed, come i rami di un albero: lo stesso seed rigenera sempre le stesse chiavi, nello stesso ordine. È per questo che dodici o ventiquattro parole bastano a recuperare tutto, per sempre, anche indirizzi generati anni dopo il backup.
Il percorso di derivazione — quelle sigle tipo `m/84’/0’/0’/0/0` che i wallet mostrano nelle impostazioni — indica quale ramo dell’albero il wallet sta usando. Standard diversi usano rami diversi, e lo stesso seed inserito in due wallet configurati diversamente mostra indirizzi e saldi diversi: se dopo un recupero vedi zero, quasi sempre i fondi sono su un altro ramo, non persi. Dall’albero si può inoltre estrarre una chiave pubblica estesa, la xpub, che genera tutti gli indirizzi di ricezione senza alcuna capacità di spesa — utile per controllare un saldo da un dispositivo non sicuro, ma da custodire comunque, perché espone l’intera storia del wallet.
Vedi anche: Seed phrase, Wallet, Chiave privata e chiave pubblica, Indirizzo, Passphrase, BIP (Bitcoin Improvement Proposal).
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Watchtower Un servizio che sorveglia i canali Lightning per intervenire… Avanzato
Un servizio che sorveglia i canali Lightning per intervenire se qualcuno prova a imbrogliare.
Un watchtower (“torre di guardia”) è un servizio pensato per il Lightning Network. Un canale Lightning richiede che i partecipanti controllino che l’altro non provi a chiuderlo dichiarando un saldo vecchio, a proprio vantaggio.
Se un utente non è sempre online per vigilare, può delegare questo compito a un watchtower, che osserva la blockchain al posto suo e reagisce se rileva un tentativo di frode. È un aiuto pratico per chi usa Lightning senza tenere il proprio nodo acceso di continuo.
Vedi anche: Lightning Network, Nodo Lightning, Canale di pagamento, Nodo (full node).
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Whitepaper Il documento del 2008 in cui Satoshi Nakamoto descrisse… Base
Il documento del 2008 in cui Satoshi Nakamoto descrisse come funziona Bitcoin.
Il whitepaper di Bitcoin è un documento di nove pagine pubblicato il 31 ottobre 2008 da Satoshi Nakamoto, intitolato Bitcoin: A Peer-to-Peer Electronic Cash System. Descrive l’idea di fondo: un sistema per scambiare valore online senza passare da un intermediario di fiducia, risolvendo il problema della doppia spesa con una rete di nodi e il proof-of-work.
È il testo di partenza per capire perché Bitcoin è nato e come è progettato. È breve e leggibile anche da chi non ha competenze tecniche.
Vedi anche: Satoshi Nakamoto, Proof-of-work, Genesis block.
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0-conf (zero conferme) Accettare un pagamento come buono prima che sia stato… Avanzato
Accettare un pagamento come buono prima che sia stato incluso in un blocco.
Una transazione appena trasmessa entra nella mempool e resta lì finché un miner non la include in un blocco: solo allora ottiene la prima conferma. Nel frattempo esiste, è visibile a tutti, ma non è ancora parte della storia di Bitcoin. Accettarla comunque si chiama 0-conf, e nasce da un’esigenza concreta del commercio: al banco di un bar nessuno può far aspettare dieci minuti o più chi ha appena pagato un caffè.
Il rischio è che una transazione non confermata può essere sostituita da un’altra che spende gli stessi fondi verso una destinazione diversa. Con RBF questa sostituzione è una funzione normale e prevista, non un attacco, e molti nodi propagano il rimpiazzo a prescindere da come la transazione originale fosse contrassegnata. Chi accetta 0-conf si assume quindi un rischio reale, che si attenua osservando la rete ma non si elimina. La regola pratica è proporzionarlo all’importo: trascurabile per una consumazione, inaccettabile per un’automobile.
Per i pagamenti quotidiani la risposta ormai non è più il 0-conf ma Lightning, dove il pagamento è definitivo in pochi secondi senza attendere alcun blocco. Da non confondere con i canali zero-conf di Lightning, che sono un’altra cosa: canali usati subito, prima che la transazione che li finanzia sia confermata.
Vedi anche: Conferma, Doppia spesa (double spend), RBF (Replace-By-Fee), Mempool, Blocco, Lightning Network.