Una transazione costruita insieme da più persone, in modo che dall’esterno non si capisca chi ha pagato chi.
Più partecipanti mettono ciascuno i propri UTXO in ingresso a un’unica transazione, che in uscita produce molti importi identici fra loro. Chi la osserva dall’esterno vede entrare dieci contributi e uscire dieci quote uguali, senza poter stabilire quale uscita corrisponda a quale entrata. Il criterio su cui si regge buona parte della chain analysis — gli input spesi insieme sono della stessa persona — smette di funzionare, perché in questo caso è falso per costruzione.
Nessuno consegna la custodia dei propri fondi a nessuno. Ogni partecipante firma soltanto la parte che lo riguarda, e la transazione diventa valida solo se firmano tutti: non esiste un momento in cui qualcun altro potrebbe portarti via i bitcoin. Il rischio non è di essere derubati, è che il coinjoin non si concluda e resti tutto com’era.
Un coinjoin non cancella la storia passata, la rende ambigua: dove prima un analista aveva una ricostruzione sola, dopo ne ha diverse ugualmente plausibili. Va tenuto presente un effetto pratico: alcuni servizi custodiali segnalano o rifiutano fondi passati per un coinjoin, che è esattamente il problema di fungibilità per cui il coinjoin esiste.
Vedi anche: Fungibilità, Chain analysis, Coin control, UTXO, Transazione, Autocustodia (self-custody).