Il risparmio è il rapporto tra l’individuo e il tempo. Risparmiare significa non consumare tutto nel presente, ma preservare parte del valore prodotto oggi per poterlo usare domani. Significa preservare il tempo passato a produrre quel valore in funzione del tempo futuro. Poter risparmiare significa poter programmare condizioni migliori, significa crescita. Un individuo capace di risparmiare si traduce in un’intera società capace di progredire.
Prima di capire come funziona Bitcoin, bisogna chiedersi perché dovrebbe servire. La risposta non parte dal prezzo, dai grafici o dalle notizie di mercato. Parte da un’esperienza comune: lavoriamo, riceviamo un reddito, ne spendiamo una parte e proviamo a conservare il resto per il futuro.
Quel risparmio non è soltanto un numero scritto su un conto. È lavoro già svolto, quindi tempo della nostra vita che abbiamo trasformato in valore e che cerchiamo di portare avanti. Mettere da parte una somma significa conservare potere d’acquisto: rinunciare a consumare oggi per poter scegliere domani.
Per riuscirci, dobbiamo capire in quale forma conservare nel tempo il valore del nostro lavoro.
Un euro oggi non è un euro domani
Quando diciamo «ho risparmiato mille euro», il significato sembra chiaro. Il numero è stabile: mille oggi, mille domani. Ma risparmiare non significa conservare un numero. Significa rinunciare a una parte dei consumi presenti per poter usare in futuro il valore del lavoro già svolto. Per sapere se quei mille euro hanno conservato ciò che vi abbiamo affidato, dobbiamo guardare al loro potere d’acquisto nel tempo.
La quantità di euro, però, non è fissa. Le banche centrali creano moneta e le banche commerciali espandono il credito quando concedono prestiti. Nei momenti di crisi, nuovi interventi monetari possono sostenere banche, Stati e mercati. Il risparmiatore non partecipa a queste decisioni, ma il valore del suo saldo ne subisce le conseguenze.
Nella tradizione della scuola austriaca, l’inflazione comincia con l’aumento della quantità di moneta. L’aumento dei prezzi viene dopo e ne rende visibili gli effetti. La nuova moneta non raggiunge tutti nello stesso momento: passa prima attraverso banche, credito, spesa pubblica e mercati finanziari. Chi la riceve per primo può usarla ai prezzi esistenti; chi la riceve più tardi incontra prezzi già cambiati. Il risparmiatore può continuare a vedere lo stesso saldo sul conto. Quel saldo, però, compra meno.
La perdita di potere d’acquisto colpisce il presente, il passato e il futuro. Colpisce il presente perché con lo stesso denaro possiamo comprare meno. Colpisce il passato perché riduce il valore del lavoro già svolto e messo da parte. Colpisce il futuro perché, per recuperare ciò che è stato perduto, dovremo lavorare ancora. Chi ha risparmiato per anni e scopre di poter comprare molto meno non ha perso soltanto denaro: ha perso una parte del tempo che aveva cercato di preservare.
Quindi sì, è vero, un euro oggi sarà sempre un euro domani, ma è ancora più vero che varrà sempre meno.
Il saldo dipende da un registro
Il denaro moderno non è fatto soltanto di monete e banconote. Per la maggior parte delle persone è un saldo dentro un conto: una cifra consultata attraverso un’app, usata con una carta o trasferita con un bonifico.
Quel saldo esiste perché qualcuno lo registra. La banca custodisce il registro, riconosce il titolare del conto ed esegue le operazioni richieste. Di conseguenza, accedere al denaro significa passare attraverso la banca e rispettare le condizioni stabilite dall’intermediario e dalle istituzioni che regolano il sistema.
Quando tutto funziona, questa dipendenza non sembra rilevante. Diventa evidente, però, davanti a un pagamento rifiutato, a un conto bloccato, a una banca in crisi, a un limite sui prelievi o a una sanzione. In quei momenti scopriamo che avere un saldo non basta. Bisogna ottenere il permesso di usarlo.
Il registro della moneta fiat non è neutro. Decide chi può accedere, chi può trasferire, chi può ricevere, chi deve giustificare, chi resta fuori e chi può essere fermato. In un paese autoritario questa dipendenza diventa evidente: il denaro può essere usato come leva di controllo contro chi dissente, informa, organizza opposizione o semplicemente non rientra nei criteri stabiliti dal potere. Anche nei sistemi che si definiscono democratici, l’accesso ai servizi finanziari può essere condizionato da regole, pressioni politiche, procedure di conformità e decisioni di intermediari che il singolo non controlla.
Un sistema che richiede fiducia
Qui entra in gioco la fiducia. Conservare i risparmi in moneta fiat e usarli attraverso un conto significa affidare ad altri sia le regole della moneta sia il registro sul quale compare il saldo. La fiducia richiesta riguarda due poteri istituzionali: quello di creare e distribuire nuova moneta, con conseguenze sul potere d’acquisto; e quello di stabilire se e a quali condizioni il saldo può essere usato e trasferito.
Il cittadino può vedere il proprio conto, ricevere lo stipendio, pagare e risparmiare, ma non controlla quanta moneta verrà creata, chi la riceverà per primo, quali istituzioni verranno sostenute durante una crisi e su chi ricadranno i costi. Non controlla neppure il registro sul quale compare il proprio saldo. Se la banca impedisce un’operazione, il cittadino deve ricorrere ad altre istituzioni; non può verificare e imporre autonomamente il trasferimento di quelli che dovrebbero essere i propri soldi.
Il sistema richiede fiducia, ma distribuisce il potere in modo asimmetrico. Alcuni soggetti creano moneta, concedono credito, amministrano i registri e ricevono sostegno quando la stabilità finanziaria è in pericolo. Gli altri usano la moneta secondo regole che non possono verificare né rifiutare individualmente e ne assorbono le conseguenze.
Bitcoin non arriva dal nulla
Bitcoin non è un esperimento informatico separato dalla storia monetaria. Arriva dopo un secolo nel quale il legame tra moneta e scarsità fisica è stato progressivamente rimosso. Arriva anche dopo decenni di ricerca condotta da crittografi, sviluppatori e cypherpunk, impegnati a costruire strumenti capaci di proteggere comunicazioni, dati e scambi dal controllo obbligatorio di un’autorità centrale.
Quando la rete Bitcoin viene avviata, nel gennaio 2009, la crisi finanziaria dei titoli subprime ha appena mostrato gli incentivi del sistema fiduciario. Grandi istituzioni avevano accumulato rischi capaci di minacciare l’intera economia. Governi e banche centrali intervennero con prestiti di emergenza, garanzie e fondi pubblici, mentre famiglie e lavoratori affrontavano disoccupazione, pignoramenti e restrizioni del credito.
Il primo blocco di Bitcoin, chiamato genesis block, contiene il titolo pubblicato dal Times il 3 gennaio 2009: «Chancellor on brink of second bailout for banks», cioè «Il cancelliere sull’orlo del secondo salvataggio delle banche». Con quella frase, Satoshi non si limita a fissare nel tempo la nascita della rete: consegna al primo blocco una presa di posizione contro un sistema capace di mobilitare denaro pubblico per salvare le banche mentre famiglie e lavoratori subiscono le conseguenze della crisi.
Bitcoin propone regole monetarie pubbliche e un registro che non dipende dal controllo di un unico intermediario. Non chiede di sostituire una banca centrale con una nuova autorità più affidabile: elimina la necessità di affidare a una singola istituzione il potere di creare moneta, convalidare i trasferimenti e decidere chi può partecipare. I capitoli successivi mostreranno come siamo arrivati al sistema attuale e perché questa alternativa è diventata necessaria.
Per chi parte da zero, Bitcoin va compreso da qui: non come un modo per arricchirsi, una tecnologia alla moda o una criptovaluta tra le altre, ma come una risposta monetaria alla perdita di potere d’acquisto, alla modifica discrezionale delle regole e al controllo centralizzato del registro. Chi controlla la moneta controlla anche una parte del tempo degli altri. Bitcoin spezza questo rapporto e rimette l’individuo al centro del sistema economico.
Per capire perché, dobbiamo vedere come, nel corso del Novecento, la moneta sia passata da un vincolo fisico a un sistema completamente fiduciario: Dal vincolo dell’oro al sistema fiduciario.