Di cosa parla
Keysa Luna lo ha scritto, impaginato e pubblicato in proprio con un obiettivo dichiarato nel titolo: spiegare Bitcoin nel modo più semplice mai tentato. Ogni pagina contiene poche frasi, spesso accompagnate da una citazione, un grafico o un’immagine, e il libro si sfoglia più che leggersi.
Si parte dal perché: il denaro statale non è più legato all’oro dal 1971, viene creato in gran parte dalle banche quando concedono prestiti, e perde valore nel tempo. Poi si spiega che cos’è Bitcoin, come funziona, a che cosa serve Lightning Network e come cominciare a usarlo tenendo da sé le proprie chiavi.
Seguono un capitolo sulla privacy, uno che risponde alle critiche più diffuse, a partire dal consumo di energia, uno sul perché l’autrice consideri importante soltanto Bitcoin e non le altre criptovalute, e una raccolta di numeri e date legati a Satoshi Nakamoto.
In fondo ci sono molte risorse per approfondire, alcuni progetti di comunità, e i testi integrali del Manifesto cypherpunk e del whitepaper.
Il tono è informale ed entusiasta, e alcune affermazioni sono presentate come curiosità senza essere approfondite. È utile come primo contatto, da accompagnare con letture più solide. È distribuito gratuitamente con una licenza che ne vieta l’uso commerciale.