Di cosa parla
La versione che si studia a scuola è nota: il libero mercato senza regole provoca il crollo di Wall Street nel 1929, e il New Deal di Roosevelt salva l’economia americana. Reed sostiene il contrario: la crisi fu causata e prolungata dalle scelte dei governi.
Il racconto è diviso in quattro fasi. La prima è la politica monetaria: negli anni Venti la Federal Reserve tenne il credito facile alimentando un boom, poi lo strinse bruscamente, e fra il 1929 e il 1933 la quantità di moneta crollò mentre migliaia di banche fallivano.
La seconda è la chiusura dei commerci. Nel 1930 gli Stati Uniti alzarono i dazi sulle importazioni, gli altri paesi risposero allo stesso modo e il commercio mondiale si ridusse drasticamente, mentre l’amministrazione Hoover aumentava spesa e tasse.
La terza è il New Deal di Roosevelt: le agenzie che fissavano prezzi e quote di produzione, la distruzione di raccolti per sostenere i prezzi agricoli, le nuove tasse. Secondo Reed queste misure ostacolarono la ripresa invece di favorirla. La quarta riguarda le leggi sul lavoro della seconda metà degli anni Trenta e il clima ostile alle imprese, che fecero ricadere l’economia in recessione nel 1937.
È un saggio breve e polemico, scritto da un autore vicino alla Scuola austriaca, e la sua lettura non è condivisa da tutti gli storici. È utile per conoscere un’interpretazione della crisi diversa da quella dei manuali. L’edizione italiana, dell’Istituto Liberale, ha una prefazione di Edson Netto Freitas Amaral.
L’autore
Lawrence W. Reed è un economista e divulgatore statunitense, nato in Pennsylvania nel 1953, laureato in economia al Grove City College e con un master in storia.
Dal 1987 al 2008 ha guidato il Mackinac Center for Public Policy, un istituto di ricerca del Michigan, e dal 2008 al 2019 è stato presidente della Foundation for Economic Education, di cui oggi è presidente emerito.
Ha scritto la prima versione di Great Myths of the Great Depression nel 1981, poi aggiornata più volte, e altri libri divulgativi su storia economica e libertà, fra cui Was Jesus a Socialist? (2020).