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Milton Friedman2024

Una scelta di brevi articoli di Milton Friedman degli anni Sessanta e Settanta su inflazione, assistenza sociale e scuola, con le sue proposte più note: l'imposta negativa sul reddito e il buono scuola.

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Di cosa parla

Il libro originale del 1975 raccoglie gli articoli che Friedman scriveva per un pubblico largo, brevi e diretti. L’edizione italiana dell’Istituto Liberale ne propone una selezione su tre temi.

Il primo è l’inflazione. Friedman la descrive come una tassa che i governi riscuotono senza votarla in parlamento, e propone di legare contratti, salari e imposte all’andamento dei prezzi: non fermerebbe l’inflazione, ma toglierebbe allo Stato il guadagno che ne ricava e renderebbe meno dolorosa la fase in cui la si combatte.

Il secondo è l’assistenza sociale. Qui compare la sua proposta più famosa, l’imposta negativa sul reddito: invece di molti sussidi diversi, chi guadagna meno di una certa soglia riceve dallo Stato una parte della differenza, in denaro e senza condizioni, al posto di tutto il resto.

Il terzo è la scuola. Friedman critica la scuola pubblica come un monopolio che non deve rispondere di come spende, e propone il buono scuola: lo Stato finanzia l’istruzione dando alle famiglie un buono da spendere nella scuola che scelgono, pubblica o privata, così che le scuole debbano competere per gli studenti.

Sono testi di mezzo secolo fa, legati al dibattito americano di allora, ma le proposte sono ancora discusse, e mostrano il metodo di Friedman: partire da un problema concreto e cercare la soluzione che lascia più libertà di scelta alle persone.

L’autore

Milton Friedman (1912-2006) è stato un economista statunitense, figlio di immigrati, e per trent'anni professore all'Università di Chicago, dove fu la figura principale della cosiddetta scuola di Chicago.

È noto soprattutto per i suoi studi sulla moneta: con Anna Schwartz scrisse una storia monetaria degli Stati Uniti (1963) che attribuisce la gravità della Grande Depressione agli errori della banca centrale. Nel 1976 ha ricevuto il premio Nobel per l'economia.

Fu anche un grande divulgatore, con Capitalismo e libertà (1962), la serie televisiva e il libro Liberi di scegliere (1980), scritto con la moglie Rose, e per quasi vent'anni una rubrica su Newsweek. Pur non appartenendo alla Scuola austriaca, ne condivideva la difesa del libero mercato.

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