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Shelling Out: The Origins Of Money

Nick Szabo2002

Un saggio sull'origine del denaro: perché, decine di migliaia di anni prima delle monete, gli esseri umani raccoglievano conchiglie, perline e denti, e che cosa ci facevano.

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Di cosa parla

Il saggio si apre in New England, nel Seicento. Ai coloni inglesi mancavano le monete, e trovarono un denaro già in uso fra i nativi americani: il wampum, filze di conchiglie lavorate che fra il 1637 e il 1661 furono anche moneta legale nelle colonie.

Da qui Szabo risale molto più indietro. Perline di conchiglia di 75.000 anni fa nella grotta di Blombos, in Sudafrica, perline di guscio di uovo di struzzo di 40.000 anni fa in Kenya: oggetti costosi da fabbricare, in un’epoca in cui gli esseri umani vivevano al limite della sopravvivenza, che dovevano servire a qualcosa di più che a decorare.

La tesi è che questi oggetti da collezione siano stati i precursori del denaro. Permettevano di trasferire ricchezza fra persone e gruppi che non si fidavano l’una dell’altra e che non avrebbero potuto ricordare a lungo chi doveva cosa a chi.

Szabo segue le istituzioni in cui circolavano: lo scambio, il matrimonio e la dote, l’eredità, il tributo imposto dai vincitori, il risarcimento con cui si chiudevano le dispute invece di vendicarle, e il kula, il circuito di collane e bracciali delle isole Trobriand.

Nell’ultima parte il saggio elenca le qualità che un oggetto doveva avere per funzionare così: essere difficile da perdere o da rubare, facile da portare con sé o da nascondere, e soprattutto avere un costo di produzione che non si potesse falsificare e che chi lo riceveva potesse verificare.

Bitcoin non è nominato, perché il saggio è del 2002, ma l’idea di un valore fondato su un costo non falsificabile è la stessa che Szabo svilupperà in Bit Gold e che si ritrova nella proof of work.

L’autore

Nick Szabo è un informatico, giurista e crittografo statunitense. Si è laureato in informatica all'Università di Washington nel 1989 e in giurisprudenza alla George Washington University Law School.

Negli anni Novanta ha formulato il concetto di smart contract, un contratto le cui clausole sono eseguite da un programma invece che affidate alla fiducia fra le parti. Nel 1998 ha progettato Bit Gold, un sistema di denaro digitale decentralizzato fondato sulla prova di lavoro, che non fu mai realizzato ma che viene considerato uno dei precursori più diretti di Bitcoin; lo ha descritto pubblicamente nel 2005 sul suo blog, Unenumerated.

Nei suoi saggi, come Shelling Out (2002), unisce storia, diritto ed economia per spiegare che cosa rende possibile la fiducia fra estranei. È stato più volte indicato come possibile Satoshi Nakamoto, e lo ha sempre negato.

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