Di cosa parla
Molyneux parte dalla parola «anarchia», che nel linguaggio comune significa caos e violenza, e propone di ridefinirla: per lui vuol dire soltanto l’assenza di un potere politico che si fa obbedire con la minaccia della forza.
Con questa definizione, sostiene, la maggior parte delle nostre relazioni è già anarchica: scegliamo liberamente amici, partner, lavoro e acquisti, e nessuno ci mette in prigione se cambiamo idea. Il libro chiede perché questo modo di stare insieme, che consideriamo normale e morale nella vita privata, debba diventare impensabile quando si parla di politica.
I capitoli applicano la domanda a temi diversi: l’interesse personale e lo sfruttamento, i monopoli, i beni comuni, la democrazia, la guerra, la protezione, l’istruzione, la morale e le riforme. Un’ultima parte riguarda le resistenze sociali a queste idee, a cominciare dal mondo accademico.
È un testo filosofico e polemico, che si legge come un lungo ragionamento più che come uno studio, e che porta all’estremo la critica allo Stato presente in altri autori della biblioteca.
La traduzione italiana, del 2023, è distribuita gratuitamente dall’autore. Della sua figura pubblica si parla nella nota sull’autore.
L’autore
Stefan Molyneux è un conduttore e scrittore canadese di origine irlandese, nato nel 1966, con una laurea e un master in storia. Dopo aver fondato un'azienda di software, nel 2004 ha avviato Freedomain, un podcast di filosofia molto seguito, su cui ha pubblicato migliaia di trasmissioni e diversi libri autoprodotti.
È una figura molto controversa. Nel 2020 YouTube ha chiuso il suo canale per violazione delle regole contro l'incitamento all'odio, e altre piattaforme hanno sospeso i suoi account. Diverse organizzazioni, fra cui il Southern Poverty Law Center, lo accusano di diffondere tesi razziste, e i suoi consigli di rompere i rapporti con la famiglia d'origine sono stati criticati come manipolatori.