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Anarchia quotidiana

Stefan Molyneux2023

Un saggio del 2008 in cui Stefan Molyneux sostiene che la maggior parte della nostra vita, dalla famiglia al lavoro alle amicizie, funziona già senza un'autorità che imponga le regole con la forza.

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Di cosa parla

Molyneux parte dalla parola «anarchia», che nel linguaggio comune significa caos e violenza, e propone di ridefinirla: per lui vuol dire soltanto l’assenza di un potere politico che si fa obbedire con la minaccia della forza.

Con questa definizione, sostiene, la maggior parte delle nostre relazioni è già anarchica: scegliamo liberamente amici, partner, lavoro e acquisti, e nessuno ci mette in prigione se cambiamo idea. Il libro chiede perché questo modo di stare insieme, che consideriamo normale e morale nella vita privata, debba diventare impensabile quando si parla di politica.

I capitoli applicano la domanda a temi diversi: l’interesse personale e lo sfruttamento, i monopoli, i beni comuni, la democrazia, la guerra, la protezione, l’istruzione, la morale e le riforme. Un’ultima parte riguarda le resistenze sociali a queste idee, a cominciare dal mondo accademico.

È un testo filosofico e polemico, che si legge come un lungo ragionamento più che come uno studio, e che porta all’estremo la critica allo Stato presente in altri autori della biblioteca.

La traduzione italiana, del 2023, è distribuita gratuitamente dall’autore. Della sua figura pubblica si parla nella nota sull’autore.

L’autore

Stefan Molyneux è un conduttore e scrittore canadese di origine irlandese, nato nel 1966, con una laurea e un master in storia. Dopo aver fondato un'azienda di software, nel 2004 ha avviato Freedomain, un podcast di filosofia molto seguito, su cui ha pubblicato migliaia di trasmissioni e diversi libri autoprodotti.

È una figura molto controversa. Nel 2020 YouTube ha chiuso il suo canale per violazione delle regole contro l'incitamento all'odio, e altre piattaforme hanno sospeso i suoi account. Diverse organizzazioni, fra cui il Southern Poverty Law Center, lo accusano di diffondere tesi razziste, e i suoi consigli di rompere i rapporti con la famiglia d'origine sono stati criticati come manipolatori.

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