Di cosa parla
Raiola mette in chiaro da subito che non è un libro per investitori né un manuale per fare trading: racconta di aver scoperto Bitcoin nel 2017 e di averlo studiato da autodidatta, senza una formazione informatica, e vuole mostrare che per capirlo non serve essere tecnici.
Il libro parte dal contesto in cui nacque Bitcoin, la crisi finanziaria del 2008 e la sfiducia nelle banche, e dalle idee dei cypherpunk, per poi spiegarne i principi: un sistema senza un centro, un registro che non si può modificare, un numero di monete fissato a 21 milioni e gli halving che ne rallentano l’emissione.
Una parte è dedicata ai problemi di capacità della rete e a Lightning Network come risposta, con i satoshi come unità per i piccoli pagamenti. Seguono la resistenza alla censura, il confronto fra Bitcoin e le monete digitali che le banche centrali stanno progettando, e un capitolo pratico su perché e come far funzionare un proprio nodo Bitcoin e Lightning.
In appendice ci sono la traduzione italiana del whitepaper, una galleria di personaggi legati alla storia di Bitcoin e un glossario.
È scritto con un tono semplice e diretto, da appassionato più che da studioso. È pubblicato in proprio dall’autore.
L’autore
Ferdinando Raiola è un appassionato e divulgatore italiano di Bitcoin. Nella premessa del suo libro racconta di non avere una formazione informatica, di aver scoperto Bitcoin nel 2017 e di averlo studiato da autodidatta, con libri, podcast e il confronto con la comunità italiana.
Bitcoin, filosofia e tecnologia (2023), pubblicato in proprio, è il suo primo libro.