Di cosa parla
Il Cyphernomicon nasce come le FAQ, le risposte alle domande frequenti, della mailing list dei cypherpunk, attiva dal settembre 1992. May lo pubblica nel settembre 1994 precisando che non è un documento ufficiale: è la raccolta che lui avrebbe voluto leggere, con le sue opinioni e le citazioni di molti altri iscritti.
È diviso in una ventina di parti. Si parte dalla storia e dagli obiettivi del movimento, poi si passa alla crittografia e al perché debba essere forte, a PGP, ai remailer anonimi e ai sistemi che rendono irrintracciabili i messaggi.
Una parte ampia è dedicata alla politica degli anni Novanta: il chip Clipper, con cui il governo americano voleva conservare una copia delle chiavi di cifratura dei cittadini, le leggi sulle intercettazioni, le questioni legali e il ruolo delle agenzie di sorveglianza.
Seguono il denaro digitale e il commercio in rete, la reputazione e le credenziali anonime, e la sezione sulla cripto-anarchia, in cui May sviluppa le idee del suo manifesto del 1988.
È scritto per punti, come un grande schema di appunti, e non si legge dall’inizio alla fine: si consulta per argomento. Molti problemi che descrive, come pagare in rete senza farsi identificare, sono quelli che Bitcoin affronterà quindici anni dopo.
L’autore
Timothy C. May (1951-2018) è stato un ingegnere e scrittore statunitense. Da ricercatore alla Intel scoprì che le particelle alfa emesse dalle tracce radioattive nei contenitori dei chip causavano errori nelle memorie, un lavoro premiato nel 1981. Lasciò l'azienda nel 1986, a 35 anni.
Si dedicò poi alla crittografia e alle sue conseguenze politiche. Nel 1988 scrisse il Crypto Anarchist Manifesto e nel 1992 fu fra i fondatori della mailing list dei cypherpunk, di cui fu per anni uno degli autori più attivi.
Nel 1994 raccolse idee e discussioni del movimento nel Cyphernomicon. Morì nella sua casa in California nel dicembre 2018.