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A Declaration of the Independence of Cyberspace

John Perry Barlow1996

La dichiarazione con cui John Perry Barlow, nel 1996, rivendica l'indipendenza di internet dai governi: uno dei testi fondativi della cultura della rete libera.

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Di cosa parla

Barlow la scrisse a Davos l’8 febbraio 1996, il giorno in cui negli Stati Uniti veniva firmato il Telecommunications Act, la legge che conteneva le prime norme federali sulla censura dei contenuti in rete.

Il testo si rivolge direttamente ai «governi del mondo industriale, stanchi giganti di carne e acciaio», e dichiara che lo spazio globale costruito dagli utenti della rete è indipendente dalle loro leggi: lì i governi non hanno sovranità, perché nessuno ha dato loro il consenso a governare.

Barlow sostiene che nel cyberspazio i concetti giuridici di proprietà, espressione e identità, pensati per un mondo fatto di materia, non valgano più, e che la rete saprà darsi regole proprie a partire dall’etica, dall’interesse personale illuminato e dal bene comune.

C’è anche un attacco alle leggi sulla proprietà intellettuale, che pretendono di trattare le idee come un prodotto industriale in un mondo dove tutto può essere copiato e distribuito senza costi.

È un testo retorico, più vicino a un manifesto politico che a un’analisi, e molte delle sue previsioni non si sono avverate. Resta un documento importante per capire da quali idee sono nati il movimento per la libertà in rete e, più tardi, la cultura da cui viene Bitcoin.

L’autore

John Perry Barlow (1947-2018) è stato un poeta, saggista e attivista statunitense, cresciuto in un ranch del Wyoming. Dal 1971 al 1995 scrisse i testi di molte canzoni dei Grateful Dead.

Nel 1990 fondò con John Gilmore e Mitch Kapor la Electronic Frontier Foundation, l'organizzazione che difende i diritti civili in rete, e fece parte del suo consiglio fino alla morte. Nel 2012 fu fra i fondatori della Freedom of the Press Foundation.

È ricordato soprattutto per la Dichiarazione d'indipendenza del cyberspazio del 1996, il testo più citato della prima cultura di internet.

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