Di cosa parla
Hashcash nasce nel 1997 per un problema pratico: l’email e i servizi anonimi della rete non costano nulla a chi li usa, e chi invia spam può mandare milioni di messaggi senza spendere niente.
L’idea di Back è chiedere a chi invia un messaggio di allegare la prova di aver fatto un certo lavoro di calcolo. Per una persona che manda qualche email il costo è trascurabile, per chi ne manda milioni diventa proibitivo.
Il punto essenziale è l’asimmetria: produrre la prova costa tempo di calcolo, verificarla invece è immediato. Il calcolo consiste nel cercare per tentativi un valore che, passato in una funzione di hash, dia un risultato con certe caratteristiche, e il numero di tentativi necessari si regola a piacere.
Il paper del 2002 raccoglie cinque anni di discussioni: distingue la versione in cui è il server a proporre il problema da quella in cui chi invia lo sceglie da sé, confronta Hashcash con proposte simili nate in parallelo e ne descrive gli usi possibili, dall’email ai servizi di rete da proteggere dagli abusi.
Satoshi Nakamoto lo cita nel whitepaper di Bitcoin: la prova di lavoro con cui i miner aggiungono i blocchi alla catena è un’applicazione diretta di questo meccanismo.
L’autore
Adam Back è un crittografo britannico, nato a Londra nel 1970, con un dottorato in informatica all'Università di Exeter. Negli anni Novanta era attivo fra i cypherpunk e nel 1997 inventò Hashcash.
Ha lavorato a strumenti per la privacy in rete con aziende come Zero-Knowledge Systems. Nel 2008 Satoshi Nakamoto lo contattò prima di pubblicare il whitepaper, che cita Hashcash fra le sue fonti.
Nel 2014 ha fondato Blockstream, azienda che sviluppa infrastrutture per Bitcoin, di cui è amministratore delegato dal 2016. Come altri pionieri, è stato indicato più volte come possibile Satoshi Nakamoto, e lo ha sempre negato.