Di cosa parla
Il whitepaper parte da un problema preciso. I pagamenti su internet passano sempre da un istituto finanziario che fa da garante, e questo li rende costosi, reversibili e dipendenti dalla fiducia in un intermediario. Il denaro digitale senza intermediari si scontrava però con un ostacolo: impedire che la stessa moneta venisse spesa due volte, cosa facile da fare con un file che si può copiare.
La soluzione proposta è una rete di computer che registra tutte le transazioni in un unico registro pubblico, ordinato nel tempo. Per aggiungere un blocco di transazioni bisogna fare un lavoro di calcolo, e ogni blocco si appoggia al precedente: modificare il passato vorrebbe dire rifare tutto il lavoro successivo, più in fretta del resto della rete.
Finché la maggior parte della potenza di calcolo è nelle mani di partecipanti onesti, la loro catena resta la più lunga e fa da prova di come sono andate le cose.
Il documento spiega poi il premio per chi fa il lavoro di calcolo, cioè le nuove monete e le commissioni, come risparmiare spazio sul disco, come verificare un pagamento senza scaricare tutto il registro, come preservare la privacy usando indirizzi diversi, e calcola la probabilità che un attaccante riesca a riscrivere la storia.
È scritto per un pubblico tecnico ma si legge in poco tempo, e la parte iniziale è comprensibile anche senza conoscenze di crittografia. La traduzione italiana è curata dalla comunità ed è pubblicata su bitcoin.org.
L’autore
Satoshi Nakamoto è lo pseudonimo della persona, o del gruppo, che ha inventato Bitcoin. Il 31 ottobre 2008 pubblicò il whitepaper su una mailing list di crittografia, e il 3 gennaio 2009 avviò la rete con il primo blocco, il cosiddetto blocco genesi.
Per circa due anni lavorò al software insieme ai primi sviluppatori, scrivendo su forum e mailing list. Nel 2010 passò la responsabilità del progetto ad altri e nella primavera del 2011 smise di comunicare.
La sua identità non è mai stata accertata. Molte persone sono state indicate come possibili Satoshi, e tutte hanno negato o non sono state confermate da prove.