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La casualità genuina da cui nascono le chiavi di un wallet, e da cui dipende tutta la loro sicurezza.

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La casualità genuina da cui nascono le chiavi di un wallet, e da cui dipende tutta la loro sicurezza.

Una chiave privata è un numero scelto in un insieme talmente vasto che tentare di indovinarlo è senza speranza, anche disponendo di tutta l’energia del pianeta. Quella impossibilità non riposa sulla matematica soltanto: riposa sul fatto che il numero sia stato scelto davvero a caso. Un wallet raccoglie casualità dall’hardware del dispositivo e da quel numero deriva le parole del seed. Le dodici o ventiquattro parole sono un modo leggibile di scrivere l’entropia, non l’entropia stessa.

Dove il meccanismo si rompe è sempre nello stesso punto: quando la casualità viene sostituita da una scelta umana. Comporre da sé la sequenza di parole, oppure usare una frase che si ricorda a mente — la vecchia idea del brainwallet — produce qualcosa che sembra imprevedibile ma non lo è, perché le persone scelgono cose prevedibili. Esistono programmi che percorrono sistematicamente lo spazio delle frasi plausibili, e i wallet costruiti così vengono svuotati in tempi brevissimi, spesso prima ancora che il proprietario abbia finito di depositare.

La conseguenza pratica è semplice: la seed la genera il dispositivo, non tu. Se vuoi indipendenza da quel dispositivo, alcuni wallet permettono di fornire entropia esterna con lanci di dado, ma va fatto seguendo la procedura documentata, non improvvisando.

Vedi anche: Seed phrase, Chiave privata e chiave pubblica, Wallet HD e derivazione, Crittografia, Hardware wallet.

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