Nel capitolo precedente abbiamo visto che possedere bitcoin significa controllare le chiavi e che, finché restano su un exchange, ciò che abbiamo è una promessa dell’intermediario, non la proprietà effettiva dei fondi. Ora arriva il passaggio concreto: creare il primo wallet in cui le chiavi sono sotto il tuo controllo.
Non serve spostare grandi somme né cercare subito l’attrezzatura definitiva. Serve procedere con calma: scegliere un wallet, creare il tuo seed, mettere al sicuro il backup, verificarlo e soltanto dopo ricevere una piccola quantità di bitcoin. Le prime prove devono permetterti di imparare senza mettere a rischio i risparmi.
Scegli un wallet non-custodial
Un wallet custodial funziona come un conto online: entri con email e password, il servizio conserva le chiavi e firma le operazioni al posto tuo. Può aiutarti a recuperare l’accesso proprio perché mantiene il controllo dei fondi.
Un wallet non-custodial genera invece le chiavi sul tuo dispositivo e ti permette di creare il backup con cui puoi recuperarle. Ancora meglio, ti permette di creare il tuo backup al di fuori del dispositivo stesso, ad esempio con dei dadi, e importare la seed phrase al fine di avere la possibilità di essere indipendente anche durante la generazione del seed. È questa la condizione dell’autocustodia.
Per il primo wallet scegline uno dedicato solo a Bitcoin. Un’app che mescola bitcoin, token, crypto e reti diverse aggiunge confusione, aumenta le occasioni di errore e non aiuta a imparare l’autocustodia. In questa fase servono poche funzioni chiare: ricevere bitcoin, inviarli e custodire le chiavi.
Wallet on-chain e wallet Lightning
Un wallet on-chain usa la rete Bitcoin per ricevere e inviare transazioni. Mostra indirizzi, conferme e commissioni ed è il punto di partenza più diretto per capire che cosa succede quando muovi bitcoin.
Un wallet Lightning usa invece Lightning Network, un livello costruito sopra Bitcoin per effettuare pagamenti più rapidi e di piccolo importo. Richiede però di comprendere differenze e compromessi ulteriori, soprattutto nella scelta tra soluzioni custodial e non-custodial.
Per questo il primo wallet del percorso sarà on-chain. Lightning verrà affrontato più avanti, dopo aver imparato a custodire le chiavi e a riconoscere i passaggi essenziali di una transazione sulla rete Bitcoin.
Scegli un wallet affidabile
Scegli un wallet con codice sorgente pubblico, aggiornamenti regolari e documentazione chiara. Questi criteri non eliminano ogni rischio, ma permettono di controllare chi sviluppa il software, da quanto tempo viene mantenuto e se altre persone possono verificarne il funzionamento. Un marchio conosciuto o molte recensioni nello store non bastano.
Anche il supporto ufficiale ha un limite preciso: non ha mai bisogno della seed phrase per darti supporto. Se qualcuno te la chiede per verificare il wallet, risolvere un problema o aiutarti a ricevere un pagamento, quello non è il supporto: è qualcuno che sta tentando l’accesso ai tuoi fondi.
Per iniziare può bastare un wallet software sul telefono o sul computer. È un hot wallet, perché le chiavi vengono gestite su un dispositivo collegato alla rete. Può essere adatto per imparare e custodire importi proporzionati all’uso quotidiano. Quando la somma cresce, un hardware wallet permette di separare le chiavi dal telefono o dal computer.
Crea il wallet e trascrivi la seed
Installa l’app partendo dal sito ufficiale del progetto, non da un link ricevuto in chat o da un annuncio. Sul telefono, segui il collegamento verso lo store e controlla il nome dello sviluppatore. Sul computer, usa il canale indicato dal progetto e segui le istruzioni di verifica disponibili. Il dispositivo deve essere aggiornato, protetto da un codice di accesso e non condiviso con persone che potrebbero aprire il wallet o vedere il backup.
Quando scegli di creare un nuovo wallet, l’app può generare una seed phrase: dodici o ventiquattro parole dalle quali ricostruisce le chiavi. Non è la password dell’app e non è un codice da comunicare all’assistenza. È il backup del wallet. Chi possiede quelle parole può ricreare il wallet su un altro dispositivo e spendere i bitcoin.
Non sei obbligato ad affidare all’app anche la generazione. Un wallet compatibile può importare una seed prodotta offline, per esempio con dadi o monete, seguendo una procedura BIP39 verificata. In questo modo controlli anche la casualità da cui nascono le parole; non basta però sceglierle a memoria o improvvisare qualche lancio. Importante: quando la seed viene inserita in un telefono o in un computer connesso, viene esposta a quell’ambiente: averla generata offline non trasforma un software wallet in un cold wallet; prestare attenzione alla sicurezza del dispositivo che si sceglie di utilizzare è di fondamentale importanza.
Scrivi le parole a mano su carta, nell’ordine esatto, e numerale. Non fotografarle, non salvarle nelle note, non inviarle per email o chat e non copiarle in cloud. Una copia digitale può finire nei backup automatici o essere vista da chi ottiene accesso al dispositivo. Qualunque sia il metodo, usa una seed nuova, generata sotto il tuo controllo e che nessun altro abbia visto. Se qualcuno te ne fornisce una già pronta, fermati.
Se l’app ti chiede di confermare alcune parole, leggile dalla copia che hai appena scritto. Questo controllo può scoprire un errore di trascrizione, ma non dimostra ancora che il backup permetta di recuperare il wallet.
Prova il recupero mentre il wallet è vuoto
Il momento più sicuro per provare il recupero è adesso, quando il wallet non contiene ancora bitcoin. Apri la funzione di ricezione e annota separatamente il primo indirizzo mostrato. Poi segui la procedura di ripristino indicata nella documentazione dello stesso wallet e ricrealo usando la copia fisica della seed, le 12 o 24 parole. Al termine, apri di nuovo la funzione di ricezione: deve comparire lo stesso indirizzo.
Se l’indirizzo non coincide, non inviare fondi e non provare la seed in applicazioni casuali. Ripeti la configurazione mentre il wallet è ancora vuoto oppure crea un nuovo wallet e un nuovo backup. Se stai usando un hardware wallet, il test va eseguito sul dispositivo seguendo la sua procedura: non inserire la seed in un telefono, in un computer o in un sito.
Questo controllo non richiede di capire percorsi di derivazione o altri dettagli avanzati. Serve a verificare una cosa concreta: la copia che hai scritto permette di ritrovare lo stesso wallet.
Fai una prima prova con poco
Dopo aver fatto una prova di recupero del wallet, puoi fare una prova di ricezione con una piccola quantità. Apri la funzione di ricezione e genera un indirizzo Bitcoin: è la destinazione pubblica che puoi condividere per ricevere e non permette a chi lo conosce di spendere i tuoi fondi.
Invia a quell’indirizzo una quantità limitata di satoshi, le unità più piccole di bitcoin, sufficiente a osservare il funzionamento senza trasformare la prova in un rischio per i risparmi. A questo punto vedrai la transazione nel wallet contrassegnata come “non confermata”. La transazione deve entrare in un blocco per ricevere la prima conferma; tutti i blocchi successivi aggiungono una conferma in più. I tempi di attesa variano in base alle commissioni e alla congestione della rete. Bitcoin produce in media un blocco ogni dieci minuti, ma non esiste un tempo minimo garantito. Aspetta e osserva il cambiamento di stato nel wallet: vedrai la transazione ricevere la sua prima conferma, poi le altre. Ogni conferma aggiunge un grado di sicurezza in più che quella transazione non venga manipolata. Alcuni wallet rendono i fondi spendibili soltanto dopo tre o più conferme, mentre altri possono applicare regole diverse. In questa prima prova basta osservare il cambiamento di stato; commissioni, tempi di pagamento e numero di conferme verranno affrontati nel percorso Usare Bitcoin ogni giorno.
Mantieni semplice il primo passo
La prima configurazione deve essere facile da capire e da ripetere. Non serve complicarla subito con una passphrase, una seed divisa manualmente in più parti o un multisig. Sono strumenti che possono avere una funzione in una custodia più strutturata, ma se non sai recuperarli aggiungono complessità e nuove possibilità di errore.
Ora hai scelto un wallet non-custodial, trascritto la seed, verificato il recupero quando il wallet era ancora vuoto e ricevuto una piccola quantità. Nel prossimo capitolo vediamo come conservare il backup, proteggere il dispositivo e riconoscere le false assistenze: Proteggere l’accesso: backup, errori e truffe.